Il gioco d’azzardo dà dipendenza come il fumo o l’alcool
Il gioco d'azzardo può diventare una patologia. Il prof. Vincenzo Marino – Direttore Dipartimento Dipendenze – ASL della provincia di Varese ne spiega le caratteristiche e i danni
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Tra i fenomeni di dipendenza emergenti , quello da Gioco d’Azzardo Patologico ( GAP) si è guadagnato in questi ultimi anni un ruolo via via crescente , come sicuro nuovo bisogno socio-sanitario a fianco delle più tradizionali dipendenze da sostanze. Sebbene non esistano in letteratura dati precisi relativi a ricerche epidemiologiche condotte in Italia ( sono in fase di pubblicazione dati relativi a ricerche promosse dal nostro Dipartimento ) sulla base dei dati stimati dal D.S.M. IV e di quelli relative ad indagini condotte nella vicina svizzera italiana ( Ticino) si può ritenere che tra l’1 ed il 3% della popolazione adulta sia colpita da questa malattia. Se trasposto sulla popolazione della Provincia di Varese tale dato equivarrebbe ad una previsione di almeno 7000 adulti con problemi di GAP: una vera e propria epidemia.
Ma perché l’uomo gioca?
Una particolare varietà di gioco, quello d’azzardo ( basato, non sull’abilità, ma sull’illusione di poter controllare la sorte ) può tuttavia diventare un’attività compulsiva e incontrollabile fonte di gravi problemi per la persona, i suoi familiari/amici e per l’intera collettività, cioè una vera e propria malattia definita Gioco d’Azzardo Patologico (G.A.P.) . I principali problemi sono:
a) problemi sociali:
Il decorso clinico della malattia G.A.P. è lento e poco percettibile, anche se progressivo, e richiede degli anni. Robert Custer, uno studioso americano, nel 1984 ha descritto con chiarezza le diverse fasi, caratterizzate da pensieri e sentimenti specifici che accompagnano il giocatore verso la perdita del controllo sul suo gioco:
1) lo stadio "discendente "
, convince il giocatore che lui è in grado effettivamente di padroneggiare controllare la sorte, il caso, il gioco (di aver scoperto qualche regola): dura in media 3-5 anni;
c) la fase della disperazione (alcuni mesi), in cui si osserva si osserva marcato aumento del tempo e del denaro impiegati per il gioco, allontanamento dalla famiglia e dagli amici, panico e azioni illegali. d) la "fase del crollo" in cui compaiono pensieri e tentativi di suicidio, possibili arresti, divorzi, utilizzo di alcol (che va a peggiorare la fase precedente), crollo emotivo.
2) lo stadio "della risalita" (che rappresenta un momento di crescita e di recupero psicologico, familiare e sociale). Oggi il G.A.P. è considerata una Dipendenza al pari della Dipendenza da Droghe o Alcool ed il Dipartimento delle Dipendenze della ASL di Varese ( primo in Lombardia ed uno dei primi in Italia ) ha approntato specifici servizi di aiuto per le persone e le famiglie che ritrovano ad affrontare tale problema. Tutte le informazioni relative a tali servizi sono reperibili sul sito della A.S.L. di Varese all’indirizzo: www.asl.varese.it e poi " cliccando" sulla voce Dipartimento delle Dipendenze e Dipendenze da Gioco d’Azzardo. F.to Prof. Vincenzo Marino (ossia una specie di "luna di miele" con il gioco d’azzardo che poi si tramuta in una delusione profonda fino alla rovina del giocatore patologico).
c) problemi fisici
(prevalentemente dovuti all’intenso e prolungato stress): |
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