La città raccoglie “La sfida”

Teatro pieno e dibattito fino a mezzanotte per ascoltare le ragioni dei candidati sindaci

Si è consumata in un teatro pieno di gente, che testimonia quanto sia poco credibile l’idea della disaffezione della gente alla politica, "La Sfida" tra i candidati alla poltrona di sindaco di Varese. Un incontro a dir poco partecipato, che vedeva presenti quattro su cinque dei candidati in lizza per il comune – mancava infatti solo Giancarlo Rovetta, della Lega Alleanza Lombarda – e tutta la crème del giornalismo varesino: sul palco c’erano infatti ben quattro direttori di testata (Saverio Clementi del Luce, Gianluigi Paragone di Rete 55, Gabriele Punzo di RadioNews e Marco Giovannelli di Varesenews, che della serata era anche ospite e conduttore), i due cardini varesini delle testate nazionali “Il Corriere della Sera” e “Il Giorno” (Claudio Del Frate e Ezio Motterle), il caporedattore centrale del primo quotidiano di Varese “la Prealpina” Fausto Bonoldi e l’anchorman serale di Tele Sette Laghi, Alessandro Montanari, mentre tra il pubblico erano mescolati molti colleghi di prestigio, come Guido Passalacqua di Repubblica e Luigi Ambrosio di Radio Popolare. 

Sul palco c’era anche la più alta rappresentanza istituzionale della società civile: dalla segretaria generale della CGIL varesina Ivana Brunato al Direttore del teatro di Varese Andrea Campane, dal direttore del Cesvov Dario Cecchin al professore dell’Insubria che ha lavorato sul piano strategico varesino Gioacchino Garofoli, fino al presidente degli amici della Terra Arturo Bortoluzzi.

Ma, soprattutto, c’era il pubblico: circa 800 persone, che non hanno “mollato la presa” fino alla fine del lungo incontro e che hanno sottolineato e commentato tutti i passaggi più importanti. Tanta tifoseria, camicie verdi o contestatori del sindaco erano tutti rappresentati, ma anche tanta gente interessata a vedere cosa davvero avevano da dire tutti questi aspiranti alla poltrona di primo cittadino. Un pubblico forse anche più “caldo” degli stessi candidati, che hanno invece giocato tra loro di fioretto senza troppi attacchi diretti. Lo scambio più velenoso di battute se lo sono riservato i due candidati di coalizione, Alessandro Alfieri e Aldo Fumagalli, raccogliendo la provocazione di uno dei giornalisti. Alla domanda: “Di quale candidato avreste fatto a meno?” Alfieri ha risposto: “Di Fumagalli. Ma penso che la pensino come me anche parecchi esponenti del centro destra” E Fumagalli ha ribattuto: “Di Alfieri. Anche perché è antipatico correre contro gli amici, o per meglio dire contro il figlio del mio ex direttore generale”. 

Per il resto tutto secondo copione, con Raimondo professore super partes dall’osservatorio privilegiato della sua lista civica, e Angelo Zappoli che rimarca affrontando argomenti diversi dagli altri la sua alterità rispetto agli altri tre candidati. Quello che si è consumato ieri comunque, al di là dei contenuti, è da considerarsi senza dubbio il principale evento di questa tornata elettorale, che avuto come protagonista, innanzitutto, la città.

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Pubblicato il 17 Maggio 2002
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