Bufera doping sugli ippodromi di mezza Italia
Perquisizioni ordinate dalla procura di Milano
La Procura della Repubblica di Milano ha aperto un’inchiesta su un traffico di farmaci dopanti impiegati per drogare gli animali. Dieci persone sono finite sul registro degli indagati con l’accusa di commercio illegale di farmaci. Si tratta di otto dei più importanti allenatori di galoppo d’Italia e di due veterinari. Questi ultimi, per permettere di eludere i controlli anti-doping, avrebbero certificato che i cavalli prima delle corse erano stati sottoposti a cure o, ipotizza l’accusa, avrebbero scambiato le provette originali contenenti sangue e urina «contaminati» con altre «pulite». Sabato all’alba, i carabinieri del nucleo operativo di Milano e del Nas hanno eseguito 11 perquisizioni nelle scuderie di Milano, Torino, Merano, Pisa e Firenze, e anche a Varese, dove oggi sono in programma corse al galoppo. Ai cavalli sono stati prelevati sangue e urina. I reperti saranno analizzati per accertare se gli animali siano stati dopati prima delle gare. Se i cavalli fossero stati effettivamente drogati, potrebbe scattare anche l’accusa di truffa ai danni dello Stato, dato che gli animali gareggiano per le scommesse legali.
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