Caloroso abbraccio al Cardinal Martini

Il settimanale cattolico Luce pubblica uno speciale di 120 pagine dedicate al Vescovo della Chiesa Ambrosiana

Tra qualche settimana la Chiesa ambrosiana avrà un nuovo vescovo e il cardinale Carlo Maria Martini lascerà la diocesi. La partenza dell’Arcivescovo per l’agognata Gerusalemme e il ritorno agli amati studi biblici saranno il naturale epilogo di un lungo e fecondo ministero sacerdotale iniziato 50 anni, 22 dei quali vissuti sulla cattedra che fu di Sant’Ambrogio e di San Carlo Borromeo. E’ il Codice di diritto canonico a prevedere che al compimento del 75° anno di età tutti coloro che hanno una responsabilità all’interno della Chiesa cattolica rassegnino le dimissioni al loro superiore. E così ha fatto Martini il 15 febbraio scorso, giorno del suo compleanno (è infatti nato a Torino nel 1927), nelle mani del Papa.

Un addio quindi scontato e regolato da precise norme. C’è però un’attenzione particolare nei confronti di questa partenza, che ha pochi precedenti nella storia della Chiesa universale. Basta sfogliare i giornali di questi mesi per accorgersi di essere di fronte ad un vasto e profondo coinvolgimento emotivo che tocca non soltanto il mondo cattolico ma anche ampi settori di quello laico. Lo stesso Giovanni Paolo II° ha sottolineato indirettamente questo aspetto in una lunga lettera scritta a Martini in occasione dei recenti festeggiamenti per il suo giubileo sacerdotale. Due i passaggi più significativi. "Hai recato grande giovamento sia ai credenti sia ai non credenti" e "Non solo hai tentato di condurre alla dottrina del Vangelo i fedeli cattolici, ma anche il mondo laico e chi si dimostrava indifferente".

Accanto alle manifestazioni di affetto con cui la diocesi ambrosiana sta accompagnando questo distacco, assistiamo ad un crescendo di attestazioni di stima e di convinto rammarico da parte dei cosiddetti "lontani" per il venire meno di un autorevole e sicuro punto di riferimento. Per meglio comprendere una simile reazione, il settimanale "Luce" in edicola questo fine settimana offre ai propri lettori un supplemento di 120 pagine che ripercorre i 50 anni di sacerdozio del cardinale Martini attraverso i contributi di importanti esponenti del giornalismo, della cultura, della politica e del mondo cattolico. Tra gli altri: Enzo Biagi, Marco Garzonio, Gianfranco Ravasi, Gabriele Albertini, Roberto Formigoni, Luigi Roth, Guido Rossi, mons. Giovanni Giudici, mons. Peppino Maffi, esponenti di diverse confessioni religiose. Particolarmente toccanti gli articoli della sorella Maris, che racconta aspetti inediti del piccolo Carlo, e le testimonianze di alcuni compagni di studi, tra cui gli anni trascorsi all’Istituto Aloisianum di Gallarate, che lo vide anche impegnato come catechista domenicale tra i bambini della parrocchia San Michele di Busto Arsizio. Il tutto è corredato da documenti e fotografie scovati in archivi pubblici e privati. Alcune pagine sono dedicate alle visite compiute dal Cardinale nel Varesotto, tanti momenti che hanno permesso alla gente di sentirlo vicino nei momenti lieti come in quelli dolorosi.

Se tentassimo di sintetizzare in alcune parole chiavi il ministero episcopale di Carlo Maria Martini potremmo sceglierne tre: Bibbia, dialogo e discernimento.

La Bibbia. Il supplemento di "Luce" porta come titolo "Una vita per la Parola" in quanto il suo insegnamento ha sempre avuto come punto di riferimento i testi sacri.

Il dialogo. Martini ha sempre privilegiato le occasioni di incontro e di confronto con tutti, credenti e non credenti, piuttosto che le rigide contrapposizioni ideologiche. Si pensi alla riuscita esperienza della "Cattedra dei non credenti".

Il discernimento. Parola difficile, che potremmo tradurre come "voglia di ragionare con la propria testa". In un’epoca in cui è facile delegare ad altri il compito di decidere per noi, Martini ha sempre scommesso sull’intelligenza e sulla libertà delle persone evitando facili semplificazioni.

Ci vorrà del tempo per comprendere che cosa hanno rappresentato questi 22 anni di episcopato per la Chiesa milanese. Oggi prevale la serena consapevolezza di aver vissuto un lungo periodo in cui siamo stati tutti educati ad avere fiducia nel futuro.

Saverio Clementi
Direttore settimanale "Luce"

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Pubblicato il 15 Giugno 2002
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