Ciao Antonio, volontario dell’Ulivo
Un incidente in moto è costato la vita ad Antonio Poillucci. Il cordoglio di Varesenews Martedì 25 giugno, alle 16 e 30, una cerimonia nella cattedrale di San Panfilo a Sulmona, città natale di Antonio
Il sorriso sempre pronto. Una voce forte, chiara con un’inflessione abruzzese ancora forte. I suoi erano sempre discorsi schematici, razionali, ma mai privi di emozione, di fiducia. Antonio era un ottimista. Dopo tanti anni dedicati quasi solo al lavoro, con una carriera eccellente, aveva deciso di ritagliarsi degli spazi per altro. Altro che non fosse l’impegno ancora una volta quasi istituzionale che tanto gli aveva preso la Siae. Aveva deciso di fare il consulente e di farlo vicino a casa per stare più vicino alla sua famiglia, a Marina, sua moglie e a Marco ed Eliana. Antonio però non era capace di chiudersi in un mondo fatto solo di benessere personale e di comodo tram tram. Il suo vecchio impegno politico, di quando studente a Bologna lo aveva visto militare in un Pci fermo baluardo contro terroristi ed autonomi, era stato come un richiamo della foresta. E così si era ributtato nella mischia. Un regalo che Varese non ha fatto in tempo ad apprezzare fino in fondo. Antonio si dichiarava "volontario dell’Ulivo". Si, perché a lui non piacevano le cariche, le medaglie, le mostrine. Se c’era da lavorare lo faceva e basta. Aveva prestato tutta la sua competenza a un progetto di cui era forte assertore. Molti hanno deriso lui e Giorgio Malnati. Li chiamavano i talebani dell’Ulivo. Antonio invece amava chiamare "zio" il suo caro amico Giorgio. Con semplicità e coerenza continuava a credere a quel progetto al di là di vittorie o sconfitte. Una corsa in moto ce lo ha portato via. Anche a noi di Varesenews a cui lui si era tanto legato. Era un affetto condiviso. Momenti di discussioni intense, di valutazioni non solo sulla politica, ma sulle sorti anche del nostro lavoro. Ci ha lasciato tante idee e proposte. Non abbiamo fatto in tempo a viverle insieme se non per piccoli momenti. Ci ricorderemo di te Antonio. È sempre troppo presto per lasciarsi, ma tanto è. Incontrerai i nostri amici, Chicco e Gigi, salutaceli. Come loro ci mancherai tanto. Marco Giovannelli Addio a un amico e a un collega che conoscevo da 10 anni ma che ho imparato ad apprezzare compiutamente negli ultimi mesi. Massimo Tafi Caro Antonio
Ti avevo conosciuto da poco, ma ho ammirato ed apprezzato da subito il tuo altruismo, la tua abnegazione, la tua grandissima forza morale e intellettuale.
Mentre piango la perdita di un caro e grande amico, il mio pensiero commosso va alla moglie Marina e ai figli Marco ed Eliana e al loro immenso dolore. Certo il cordoglio degli amici non potrà lenire il vostro dolore, ma sappiate che vi siamo vicini e non dimenticheremo mai Antonio, non dimenticheremo mai la sua umanità, la sua capacità di coinvolgerci, il suo ottimismo.
Carlo Manzoni e famiglia con gli amici repubblicani europei Caro Antonio, so che se stai leggendo, da una posizione più alta, questa mia starai commentando con un sorriso sardonico: "ma come "caro" , l’ultima volta che ci si è visti si è discusso parecchio…": sei troppo intelligente e acuto per non coltivare qualche dubbio su chi parla bene di te, specie in queste circostanze…. Ma proprio queste circostanze, che spezzano quello che credevo potesse essere un percorso di riavvicinamento, in nome di una stima spero reciproca dopo le appassionate discussioni politiche che ci avevano fatto conoscere e poi allontanare, mi impongono di tributarti pubblicamente una stima che da parte mia non è mai mancata. Gli ultimi ricordi stabili, infatti, risalgono alla campagna elettorale per le amministrative, in cui tu e Giorgio vi siete spesi oltre misura, ritrovandovi più volte in posizioni difficilissime e di totale isolamento. Anche da me, animata dalla passione che riconoscevo in voi ma che non ero più in grado di esercitare con la vostra vitalità. Come sempre quando si è sotto elezioni gli animi erano esasperati e le passioni avevano preso una piega drammatica. Ci siamo poi rivisti in occasioni più banali – Varese è piccola… – a vedere la Metis, o ad un cinema. Qualche battuta scherzosa mentre ci si salutava mi ha fatto pensare "beh, col tempo le relazioni torneranno normali, si perderà quel senso di delusione reciproca". Ma il tempo fa scherzi atroci, qualche volta. E ti ricorda che se hai qualcosa da dire a qualcuno è importante farlo subito, quando la si pensa. Come per esempio che eri una di quelle persone rare non solo per intelligenza, ma anche per arguzia e ironia, e anche per quella passione che mettevi quando parlavi di qualunque cosa, o guardavi tua moglie, o magari telefonavi di buon’ora alla mattina per comunicare una nuova idea. Così, ahimè tardivamente – ma so che lo leggi, e mi immagino quel mezzo sorrisetto di chi sa come sarebbe andata a finire – ti ammetto una cosa, davanti a tutti (mi ripromettevo di dirtelo a quattr’occhi, una volta che il caso avesse concesso una conversazione un po’ più lunga, ma il caso ha voluto diversamente…): in molte cose che ci siamo detti all’epoca avevi ragione. Lo so che lo sai, ma non guardarmi con troppa sufficienza da lassù: da quella prospettiva sono certa che potrai comprendere anche meglio chi si è mosso in quel frangente – anche se di meno e più maldestramente – con la stessa passione con cui hai vissuto la tua vita. p.s. è inevitabile per me inoltre pensare alla tua compagna: era così visibile, così palese quanto vi volevate bene…eravate una coppia davvero da invidiare. Ed è la terza volta in poco tempo che mi ritrovo a pensare a quanto dolore procuri la perdita dopo tanto amore. Il destino sembra invidioso delle coppie felici…. Stefania Radman La morte di Antonio Poillucci mi ha molto colpito. L’ho incontrato soltanto pochissime volte e sempre rapidamente. Su tante cose non ero affatto d’accordo con lui. E tuttavia devo riconoscere che portava nel Centrosinistra un contributo rilevante di intelligenza e di passione. L’ultima volta che ci siamo incrociati mi ha pressappoco detto: “avrei piacere di parlare con te lungamente, un giorno, spero non lontano, saremo fianco a fianco”. Giuseppe Adamoli Il valore della vita è troppo grande per poterci consentire di esprimere con semplici parole il dolore per la perdita di una figura come quella di Antonio Poillucci. Paolo Rossi Si dice che gli occhi dicano tutto di una persona: quelli di Antonio, per quanto poco io abbia potuto conoscerlo, avevano una luce particolare, vagamente distaccata ed ironica ma piena di un’intelligenza fuori dal comune. L’intelligenza di chi, forse, aveva colto il senso più profondo e vero delle cose. Ci mancherai. Federico Raos Per un orso marsicano Nico e Alessandra una telefonata a tarda sera e le parole finiscono…ma non finisce il ricordo di un caro amico con cui ho trascorso momenti indimenticabili. ciao Tonino. Massimo Colonna – Sulmona Quando ho saputo che Antonio non c’era più ho pensato immediatamente e intensamente all’ultima volta che l’avevo visto, all’ultima volta che Mauro Sarzi Amadè Ero preoccupata al nostro primo incontro di lavoro. I colleghi, quelli che come me Antonio aveva voluto conoscere in qualità di Dirigente Responsabile della Struttura di Formazione, mi avevano avvertita: è uno giovane, in gamba, però parla tanto, ti tiene a colloquio molto tempo. Io dovevo partire quel giorno di dieci anni fa e non potevo permettermi il lusso di perdere il treno così presi il coraggio a due mani e gli dissi che non avevo da dedicargli più di mezz’ora. La risposta fu un sorriso e quella mezz’ora fu sufficiente a porre le basi per una relazione professionale che si è poi trasformata in una relazione d’amicizia profonda e sincera. Mi sono divertita a lavorare con te Antonio, anche quando mi chiedevi di fare cose che non sapevo fare, anche quando mi chiedevi di rimanere in ufficio fino a tardi e naturalmente tu non te ne andavi via prima, se era necessario rimanevi a fare fotocopie, ma non ti sarebbe mai venuto in mente di lasciare qualcuno nei guai. Con i colleghi si rideva spesso di quando dopo un’ora, o un pomeriggio, o una serata estenuante di lavoro con te si usciva dal tuo ufficio storditi, pieni di fogli di carta che tu avevi scritto come avvio di un qualche progetto. Non erano comprensibili Antonio, erano scarabocchi, preziosi scarabocchi, per decifrare i quali senza perderne nemmeno una parola spesso si chiedeva ad altri colleghi: ma tu capisci cosa c’è scritto qui? E quasi sempre quegli scarabocchi diventavano concetti, idee, nuove proposte, risultati. Amico, collega, capo, hai saputo impersonare tutti ruoli con passione, allegria, sensibilità e quella testardaggine che a volte veniva voglia di prenderti a schiaffi, di mandarti al diavolo e lo si faceva anche, nella consapevolezza che ci sarebbe stato subito dopo un modo per chiarirsi, riconciliarsi. Grazie Antonio, per essermi stato vicino nei momenti importanti e luttuosi della mia vita; per avermi trasmesso con caparbietà la convinzione che il bicchiere è sempre mezzo pieno, che prima o poi tutto s’aggiusta, che l’osare fa bene all’autostima. Si è parlato spesso con coloro che ti volevano bene del grande dispiacere che abbiamo provato quando sei andato via dalla Consiel. Sono quelle stesse persone che oggi, a distanza di qualche anno, quando le cose d’azienda sono cambiate, si cercano al telefono o nei corridoi dell’ufficio per dirsi tra le lacrime: Antonio se n’è andato per sempre. Ma dal mio cuore non andrai mai via, e quando vorrò potrò attingere al mio scrigno dei tesori per ricordare e riparlare dei tanti episodi anche buffi che ci hanno riguardato. Voglio qui ricordare quello accaduto durante una missione di lavoro a Mosca, in cui io per uno scivolone sul ghiaccio mi ruppi un braccio. La mia disperazione per il dolore della caduta ma anche per il pensiero della temporanea inabilità, fu presto trasformata da te in una grottesca e divertente commedia. C’era anche Marina, che vedevo per la prima volta. Ma su subito sintonia anche con lei. Le mando un abbraccio forte. Felicia D’Alessandro, Roma Volevo testimoniare il mio dispiacere profondo per la perdita di Antonio, intorno al quale si affollano ora tanti ricordi legati ad esperienze lavorative vissute insieme. Un abbraccio alla famiglia. Alessandra Belardinelli Collega, compagno, amico. Franca e Silvia Chiaromonte Con profondo dolore partecipiamo alla perdita di un amico che ricordiamo con affetto e stima. Filippo Bucarelli con i colleghi della Consiel di Roma Siamo tutte e tutti profondamente colpiti per la scomparsa di Antonio Poillucci. Vogliamo ringraziarlo per aver lavorato insieme a noi e per averci dedicato il suo tempo, le sue competenze professionali, il suo impegno politico e la sua simpatia. Il Dipartimento cultura della Direzione dei Democratici di Sinistra Carissimo Antonio, Gli amici della Siae Caro Tonino, ho saputo che hai deciso di lasciarci e ti aspetto martedì a Massimo Carugno da Sulmona era ancora molto legato agli amici del liceo e di gioventù. La sua sola presenza inondava di spirito gioviale chiassoso qualunque cosa si organizzasse. E’ difficile immaginare il silenzio che porterà la sua assenza. Franco Paolini da Sulmona La notizia è arrivata irrompendo nella mia vita come un fulmine che squarcia il cielo…Era appena finita la prova d’italiano, sai, quest’anno ho la maturità….E so che se tu fossi stato ancora qui ti saresti entusiasmato per me! E’ strano come io, nonostante i miei diciotto anni, vissuti insieme, giorno per giorno, agli amici di mamma e papà, con zio Flavio, zio Mauro, zio Massimo e tutti gli altri, senta anche te come uno zio acquisito, nonostante il fatto che le occasioni di stare insieme sono state molto di meno… Mi ero ripromessa che più niente avrebbe potuto intaccare la corazza che con tanto sforzo sono riuscita a crearmi, che non avrei permesso a niente e nessuno di farmi del male… E invece mercoledì pomeriggio mi sono ritrovata di nuovo di fronte a qualcosa più grande e più forte della mia forza di volontà…Mi sono ritrovata a convincermi dell’esistenza un’incomprensibile ordine cosmico, per il quale accadono cose che non dovrebbero accadere… …E che puntualmente accadono… E’ così che cerco di accettare il percorso della vita e di comprendere la morte così come capisco la vita… Ti aspetto con tutta la tua comitiva qui a Sulmona martedì, per salutarti l’ultima volta… Da lassù cerca di stare vicino a Marina e soprattutto ai tuoi bambini, fai sentire loro la tua presenza quando da grandi avranno bisogno di un punto di riferimento che non c’è più… E’ la cosa più bella che un padre possa fare… Ti mando un bacio colmo di affetto….E spero che quando tu e papà mi guarderete da lassù, ovunque voi siate, possiate essere sempre orgogliosi di me… Chicca Biagi, Sulmona Caro Tonino, Marina Mi mancherà per sempre la Tua sensibilità e la Tua intelligenza. E’ stata una grande emozione il nostro primo incontro ragionando di politica, dell’Ulivo; ancora ieri, ignorando la Tua tragica sorte, è stato l’impegno a cercarTi per progettare e per fare, un punto fermo, un conforto, la speranza,per la limpidezza dei Tuoi ragionamenti, per la forza delle tue proposte, per l’assoluto disinteresse a ogni forma che sapesse di tatticismo. Ciao Antonio, che la terra Ti sia lieve. Angelo Proserpio Caro Antonio, Il tuo collega "volontario dell’ Ulivo" Caro Antonio, ma come? Ci lasci tutti così? E tutti i nostri progetti e cose da fare insieme? Sono triste: e non posso neanche darti un ultimo colpo di telefono… Mi è rimasta la tua e-mail, a cui affido questo mio messaggio, nella speranza che dalle parti dove stai un qualche server divino riesca, anche lì, ad essere connesso, perché ancora non mi capacito di averti perso. Ti ricordi? ci siamo conosciuti per lavoro, tu cliente ed io fornitore, e sei stato una delle poche persone con si riusciva a vivere quell’equilibrio tra professionalità ed umanità, dove pur operando in un ambiente dominato dalle logiche del business non ci si dimenticava mai che innanzitutto siamo esseri umani. E poi siamo diventati amici, scoprendo affinità e sintonia immediata su così tante cose: dapprima timidamente, eri troppo integro e corretto per dare eccessiva confidenza ad un fornitore – ma poi ci eravamo inventati questa formula: "partners"- e poi ancor più liberamente, quando infine le nostre attività di lavoro sono cambiate. Abbiamo allora provato a fare progetti assieme, e ci siamo anche riusciti, in parte: è stato sempre un piacere lavorare con te, perché anche le cose di tutti giorni non erano mai banali, e si rilanciava sempre, verso nuovi obiettivi più grandi e belli. Ci piacevano le sfide, ed anche se molte le abbiamo perse, ci siamo divertiti a farle. La tua vera amicizia e la tua stima sono stati sempre un privilegio per me. Adesso rimango qui, con cose avviate a metà, che avevano bisogno del tuo contributo e soprattutto, con un vuoto in quel posto vicino a me dove stava un amico caro. Mi mancherai, Antonio: ti ricorderò sempre con tanta stima ed affetto. Giulio Monaco Un pensiero perchè i suoi cari sappiano che è stato un professionista ed un uomo di valore.Abbiamo lavorato insieme per poco tempo e su posizioni diverse, quanto basta comunque per consolidare la stima.Abbiamo scoperto amicizie comuni. Ci siamo persi di vista e quando ci siamo incontrati per caso è stato evidente il piacere di rivederci. Fulvio Giuliani ….."Le retour fait aimer l’adieu". Addio dagli amici della tua infanzia La notizia della tua scomparsa mi ha raggiunta come un tam tam. Chi come me vive ormai da qualche anno lontano da Sulmona, nelle telefonate, negli incontri con amici e parenti chiede sempre notizie di tutti, conosciuti e meno conosciuti. E’ per sentirsi ancora parte, viva, di una città e di una comunità tanto amata, tanto, a volte, deprecata, ma insostituibile nel ricordo e nel cuore. Non ci conoscevamo io e te come amici , ma come quasi coetanei che hanno frequentato lo stesso liceo, che hanno gioito delle tante vittorie della squadra di pallacanestro del "Classico" nei tornei scolastici natalizi, che incontrandosi per strada accennavano ad un sorriso e ad un saluto. Ciao Tonino, forte e gentile come la tua terra! Lorella Picini ho cercato a lungo – senza trovarle – le parole capaci di dirti , Marina , quanto sgomento , quanta tristezza mi ha scavato nell’ anima la morte di Antonio. Mi ritrovo oggi fragile e ferito:con un accresciuto bisogno di umanità per ridurre il senso di solitudine e la paura che sia tutto tremendamente inutile: non ho neppure rabbia … Mantienimi viva la nostra amicizia – consolatoria fin che vuoi – ma pur sempre una scommessa per superare questa angoscia … Alfredo Amitrano Ormai ci vedevamo a Sulmona solo nei periodi di ferie che si concedeva a ridosso delle festività più importanti perché |
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Il sorriso sempre pronto. Una voce forte, chiara con un’inflessione abruzzese ancora forte. I suoi erano sempre discorsi schematici, razionali, ma mai privi di emozione, di fiducia. Antonio era un ottimista. Dopo tanti anni dedicati quasi solo al lavoro, con una carriera eccellente, aveva deciso di ritagliarsi degli spazi per altro. Altro che non fosse l’impegno ancora una volta quasi istituzionale che tanto gli aveva preso la Siae. Aveva deciso di fare il consulente e di farlo vicino a casa per stare più vicino alla sua famiglia, a Marina, sua moglie e a Marco ed Eliana.





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