“Cittadella dell’articolo 18”? Per la Cisl il sindacato è anche altro

Lavoratori preoccupati per la spaccatura, ma convinti che la trattativa sia l'arma da giocare. È quanto emerge dalle assemblee dei delegati della Cisl Ticino Olona

La funzione del sindacato ridotta nell’ambito "Cittadella dell’articolo 18". Suona come una bacchettata alla Cgil, ma in realtà le parole di Luigi Maffezzoli, segretario della Cisl Ticino Olona, sono una provocazione per tutto il sindacato. Un sindacato che deve fare comunità, organizzarsi territorialmente e agire con le sue armi proprie, prima fra tutte la contrattazione. Sono concetti emersi ancora una volta e ribaditi dal segretario cislino nel corso di una delle riunioni che in questi giorni vedono impegnati tutti i delegati sindacali della Cisl. Questa mattina si sono riuniti a Busto Arsizio, nel pomeriggio a Legnano, ieri è toccato a Gallarate e domani a Saronno. La spaccatura all’interno della confederazione e la situazione dopo l’avvio della trattativa con il governo Berlusconi, sono stati all’ordine del giorno della riunione di questa mattina. Un momento non certo facile e vissuto dai lavoratori con apprensione. «Ogni spaccatura è ovviamente vissuta in modo poco sereno e c’è molta preoccupazione, anche se dall’altra parte riscontriamo atteggiamenti troppo provocatori, la speranza anche dei lavoratori è comunque che si ritorni a confrontarci – dice Luigi Maffezzoli – sul merito della questione, vale a dire sulla concertazione e la trattativa che sono il metodo sindacale, tranne qualche riserva, ci sono estesi consensi». 

Rimane ferma la posizione della Cisl Ticino Olona sull’articolo 18. Nessuna sbavatura ma occorre fare dell’altro, come spiega Maffezzoli. In un mondo del lavoro trasformato serve ridefinire il ruolo del sindacato. Un sindacato che deve confrontarsi con l’era globalizzata e con un sistema politico italiano che va verso il bipolarismo. La questione è ormai aperta da anni. «Il sindacato deve andare verso il modello laburista e fortemente politicizzato oppure deve conservare la sua autonomia ad essere più presente a livello sociale?». La Cisl ha scelto per questa secondo ruolo, che mette in gioco un’altra questione importante, quella della rappresentanza. Tutte le nuove forme di lavoro  atipico impongono al sindacato di cambiare. Dal sistema verticale delle categorie, come spiega il segretario, ad uno orizzontale che cerchi di rappresentare le nuove fasce di lavoratori. Proprio per questo la Cisl Ticino Olona ha in cantiere nuovi progetti, che consistono nella diffusione e ampliamento degli sportelli rivolti specificamente ai lavori atipici. Ne risulterà rafforzata l’Alai, l’associazione cislina che si occupa del lavoro atipico, che estenderà il servizio a tutte le forme di lavoro non stabile, compresi, per esempio, i contratti a termine e di formazione, che nel corso del tempo sono stati modificati. Si tratterà di sportelli e punti di riferimento diffusi a livello territoriale, che non si occuperanno solo di vertenze, ma di informazione e formazione.

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Pubblicato il 18 Giugno 2002
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