«La terza pista e i polli di Renzo»

Un intervento di Emilio Magni sull'allargamento di Malpensa

Riceviamo e pubblichiamo

Sarebbe troppo facile polemizzare sulle recenti prese di posizione di alcuni amministratori comunali a proposito di terza pista. Ci riferiamo alle affermazioni del Consigliere Chierichetti di Golasecca e del Sindaco Canziani di Lonate Pozzolo. A Canziani poi verrebbe spontaneo rimproverare il giudizio (dato non più di un mese fa) sulla "sinistra estremista" di Ferno, che avrebbe perso le elezioni perché invece di "gestire" il problema di Malpensa, si ostinava a combattere l’ipotesi di ampliamento aeroportuale. Ebbene: oggi e a lui denunciare la "non compatibilità dell’aeroporto con il territorio" (ma allora come si può gestire?) e a proclamare che è "ora di dire basta, con forza, a nome delle intere comunità locali". Pure Chierichetti si dichiara possibilista sull’ipotesi di terza pista, poichè ritiene di poter difendere la sua comunità locale. Tuttavia il problema di Malpensa, così come le proposte, le decisioni, le battaglie vanno al di là del campanile locale, vanno al di là della Provincia, vanno al di là della Regione e forse vanno al di là anche dei confini nazionali. Da sempre Legambiente sostiene questo E per questo che vanno gestite nella massima unità di azione. Viceversa si rischia di assomigliare ai polli di Renzo. S.E.A. del resto sa che la strategia vincente è quella del "divide et impera" e per questo è alla ricerca di "pareri favorevoli" dalle comunità locali, senza i quali (dice) non realizzerà l’intervento ( che maldestramente tenta di far passare come opera di mitigazione). Siamo sempre del parere che ieri, oggi, domani l’obbiettivo forte, serio, sostenibile da tutti (Lombardi e Piemontesi) era, resta e sarà quello di un blocco dell’espansione aeroportuale fino a che manchi il supporto di una corretta Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.). Malpensa doveva arrivare a 12 milioni di passegeri/anno. Siamo attualmente vicino ai venti milioni. Il terzo satellite, che si vorrebbe realizzare senza V.I.A.) è finalizzato al raddoppio della capacità di Malpensa. Si tratta di una modifica sostanziale del progetto originario approvato nel 1987: ne più ne meno di quanto non lo sarà la "terza pista". Il tutto con buona pace delle legislazioni Nazionali ed Europee. Se come dice Canziani, a Lonate (ma la cosa non riguarda solo Lonate) "una Società per Azioni sta decidendo al posto delle istituzioni" forse è perchè le Istituzioni, a cominciare da quelle locali, hanno abdicato al loro diritto/dovere di contare e rinunciato al loro potere decisionale (poco o tanto che sia). Magari succede per debolezza: certo l’avversario è potente. E di certo non c’è solo S.E.A. dietro Malpensa. Sicuramente ci sono altri poteri forti (fra questi non manca mai il partito del cemento e della speculazione edilizia). Magari succede per presunzione: ciascun amministratore ha pensato di essere più bravo degli altri. Magari succede perchè ciascuno ha creduto di poter portare a casa, (nell’ottica della "capacità di gestire il problema"), utili e/o vantaggi per la propria comunità locale. Vedi Piano d’Area. Ma alla fine le illusioni cadono. Ci perderanno tutti e in primo luogo il territorio. E’ dall’unità d azione che bisogna quindi ripartire. La battaglia infatti non è persa. Anzi! Tutti concordano (pur da punti di vista opposti) che il progetto Malpensa 2000, se non è fallito, sia stato sicuramente ridimensionando. Se la logica di imercato e le leggi economiche (quelle sane) hanno ancora un significato, il progetto Malpensa 2000 non potrà mai decollare: è un progetto sbagliato soprattutto dal punto di vista economico. Finora infatti ha prodotto solo disavanzi finanziari (sanati dalle casse statali). Legambiente, associazione ambientalista, non può infine non sottolineare cosa vuol dire, sotto il profilo della salvaguardia dell’ambiente, della tutela della salute, della qualità della vita, della sopravvivenza del Parco del Ticino la presenza di un aeroporto che conta 20 milioni di passeggeri e 1000 ton. di merci/anno, per giunta mal gestito come lo è attualmente. E cosa può significare un aeroporto di capacità doppia. Perchè questo è lo scopo del terzo satellite e della terza pista. Questa è la posta in gioco oggi.

Emilio Magni Coordinamento circoli Legambiente Circondario di Malpensa

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Pubblicato il 21 Giugno 2002
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