In una cascina di Cairate la base dei trafficanti di coca

Blitz dei carabinieri del Comando Provinciale di Varese. Sgominata la banda campana che controllava lo spaccio di droga nel basso varesotto

Se di mezzo non ci fossero droga e armi vere, potrebbe essere la trama di un libro di Camilleri. E invece Vigata non c’entra nulla e tutto si è svolto qui, nel Varesotto,  terra di conquista della malavita organizzata. 
Un blitz in piena regola quello compiuto questa mattina all’alba dai carabinieri del Comando Provinciale di Varese: nome in codice Barlam. Ottanta gli uomini impegnati supportati da unità cinofile e da un elicottero. 
"Barlam" è la cascina di Cairate "paravento" dell’attività di spaccio di un gruppo di malavitosi provenienti dalla Campania. 
Cinque gli ordini di custodia cautelare emessi dal Gip di Busto Arsizio, mentre altre cinque persone sono state indagate per concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso della lunga indagine, durata quasi due anni, i carabinieri hanno accertato che il gruppo ha smerciato o trattato cocaina per 1 chilo e 600 grammi, valore sul mercato 200 milioni di vecchie lire.  
L’operazione, nel dettaglio, è stata illustrata questa mattina, poche ore dopo il blitz, dai carabinieri di Varese, Saronno e Tradate oltre che dal Pm di Busto Arsizio Roberto Craveia che ha coordinato le indagini.     
L’inchiesta parte nel dicembre del 2000 quando ad Abbiate Guazzone, a Tradate, viene rubato un camion carico di prodotti alimentari della "San Carlo"; i carabinieri di Saronno, raccolta la denuncia, fanno irruzione nella cascina Barlam e trovano l’autocarro ancora carico, ma anche molti capi d’abbigliamento ed elettrodomestici. Tutto viene sequestrato ma durante la perquisizione da una macchina per cucire sbucano 12 grammi di cocaina. 
Nella cascina vivono Marziano Solimeno e la moglie Rosanna Polise. Solimeno è già noto alla giustizia: in passato era stato indagato per contrabbando di sigarette e  per la fabbricazione di banconote false. 
Dopo il ritrovamento della cocaina l’uomo viene arrestato per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti ma anche per ricettazione. 
Intorno alla cascina, sepolta sotto terra, i carabinieri trovano altra droga. 
Qualche mese dopo, siamo nel febbraio 2001, Solimeno ottiene gli arresti domiciliari. Ma a quel punto i carabinieri sono decisi a non perdere di vista la cascina e i due coniugi: partono le intercettazioni, complicate dal fatto che nella cascina ci sono animali di ogni genere che "disturbano" le conversazioni da ascoltare. 
Si scopre così che la "Barlam" è frequentatissima da persone amiche di Solimeno e con precedenti di vario genere. Tra questi un certo Nicola Tutino, originario dell’entroterra lucano, domiciliato a Tradate che ha proprio il compito di smerciare la droga nella zona del tradatese e nelle aree limitrofe. 
Gli altri due, Ernesto Leveque, residente a  Cassano Magnago, e Michele Cuccurullo, di Como, colpiti dalle ordinanze di custodia cautelare, hanno invece l’incarico di acquistare la droga, all’estero ma anche in Italia. 
E’ evidente che Solimeno ha ripreso l’attività di acquisto, lavorazione, detenzione e vendita di cocaina. 
Attività che in fondo non aveva mai "trascurato": i carabinieri avevano avuto modo di constatare che anche dal carcere Solimeno dava ordini alla moglie e addirittura  le spiegava come tagliare la cocaina e dove andarla a comprare. 

Ma  non è tutto: Solimeno viene anche arrestato dai carabinieri di Saronno questa volta per aver rubato quattro asini ad un allevatore di Olgiate Comasco, per un valore di 10 milioni di lire. Sempre nel corso della perquisizione i carabinieri trovano parecchio materiale utile alle indagini. 
Alla fine il cerchio si chiude: è ormai chiaro che il traffico di cocaina, droga pesante, è l’attività principale del gruppo che appartiene alla malavita campana. 
Ma, ha spiegato oggi il Pm Craveia, le indagini non sono del tutto concluse: si parla di traffico di armi tra Cairate, Gorla e Cislago anche se per ora l’unica cosa certa è la cocaina comprata e rivenduta a zingari, albanesi, prostitute della zona, ma molto probabilmente, anche a qualche insospettabile.  


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Pubblicato il 13 Luglio 2002
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