Unicomal: «Sindaci, tornate a marciare su Malpensa»
I comitati esprimono preoccupazione per la temporanea chiusura di Linate e chiedono iniziative di lotta più decise
| Il programma estivo di SEA è noto: Linate sarà chiuso dal 6 al 26 agosto per riasfaltare la pista, non è possibile sapere in anticipo cosa succederà a Malpensa (e dintorni) in conseguenza di ciò, ma possiamo tentare di scrivere qualche previsione. Innanzitutto il quadro di riferimento ci presenta un aeroporto con un traffico che, essendo oltre i limiti stabiliti dal piano regolatore aeroportuale è anche oltre i livelli sopportabili dal Territo-rio, come più volte asserito da varie fonti ed in varie sedi, e come ben sa chi, intorno a Malpensa, nei mesi caldi dell’estate, vorrebbe poter dormire con le finestre aperte come, fino al 1998, si poteva fare. Per prevedere quale ulteriore impatto causerà l’aumento di traffico che avremo in agosto consideriamo che questo aumento sarà di 200 voli se almeno una parte del traffico di Linate sarà trasferito altrove: ci sono al riguardo informazioni ufficiali? Il gestore dell’aeroporto si è premurato di avvisare i Sindaci dei Comuni interessati? Non i nove Sindaci del C.U.V., si badi bene, ma gli 87 Sindaci di "Ticinia". Con 200 voli in più e con l’incremento del traffico estivo, avremo a Malpensa un traffico di oltre 1000 voli al giorno? Con queste premesse possiamo considerare due scenari: 1) Dentro il sedime aeroportuale. L’aeroporto di Malpensa è stato certificato pericoloso dall’esame svolto su incarico dell’Unione Europea dall’Università Aeronautica di Cranfield, (Rapporto Cranfield 2000) che lo definiva inadatto a gestire un traffico aereo elevato, cioè i 6-700 voli al giorno: come sarà con 1000 o più voli questo aeroporto progettato per un massimo di 400 voli/giorno? 2) Fuori dal sedime aeroportuale. Malgrado pasticci, mascheramenti di dati e varie omertà, è noto a tutti (grazie all’impegno di alcuni Medici, Tecnici e Sindaci coraggiosi e dei Comita-ti) che intorno a Malpensa le condizioni ambientali preesistenti sono fortemente degradate, con abnormi aumenti di varie patologie già dimostrati in questi primi anni e con prospettiva di un quadro drammatico da verificare nel medio-lungo termine (10-20 anni). Considerato che la pericolosità di Malpensa dipende innanzitutto dagli attraversamenti di pista e che 1000 voli significano 500 attraversamenti di pista al giorno, è evidente che la probabilità di incidente dentro il sedime aeroportuale aumenta all’aumentare dei voli: il 14 agosto è una data nota per una mancata collisione in pista, forse a qualcuno è rimasta la voglia di riprovare? L’incidente di Linate non ha insegnato nulla? Se dovesse malauguratamente accadere quel che ci auguriamo non accada, tutto si risolverà con il solito scaricabarile? Il passeggero che viaggia in aereo ed il cittadino che (nemmeno per scelta propria) risiede intorno a questo aeroporto, è giusto che si prendano rischi ormai superiori a quelli di un pilota di F1? I suddetti Medici, Tecnici e Sindaci coraggiosi hanno evidenziato all’opinione pubblica (ma anche alle autorità competenti, a partire dal Prefetto) l’inadeguatezza dei servizi di emergenza (Vigili del Fuoco, Protezione Civile, 118, Croce Rossa) carenti di risorse e con piani di emergenza approssimativi sia dentro che fuori dal sedime aeroportuale. Ecco quindi che, con questo quadro e questa prospettiva, possiamo solo chiederci se davvero al peggio non c’è mai fine, se non abbiamo nessun diritto, non siamo tutelati, dobbiamo sottostare alla logica del profitto del partito di chi a Malpensa guadagna. Sindaci, Signori Sindaci, tornate a marciare su Malpensa con le fasce tricolori, noi vi seguiremo! |
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UNI.CO.MAL. Lombardia |
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