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«Abbiamo presentato l’impugnatura al Tribunale amministrativo regionale che dovrà analizzare le motivazioni del Comune». Parole di Giuseppe Borroni consigliere di amministrazione di Aries 2000, la società privata che ha proposto l’insediamento del centro Relazionale Familiare nell’area ex Lazzaroni. Borroni si riferisce alla recente revoca, approvata dal consiglio comunale di Uboldo, che blocca qualsiasi possibilità per la società di proseguire nel progetto. Infatti l’insediamento necessitava del cambio della destinazione d’uso prevista nel piano regolatore, ovvero che l’area passasse da "industriale" a "commerciale". (nella foto: un versione della sistemazione viabilistica proposta da Aries circa un anno fa) La revoca approvata dal consiglio comunale ha però sbarrato la strada al progetto. «Noi non abbiamo nulla da perdere – prosegue Borroni – Se anche il Tar non dovesse sospendere la revoca approvata dall’amministrazione uboldese, la giurisprudenza in materia parla chiaro: ci devono risarcire di quanto speso in 14 mesi di attesa. Inoltre abbiamo acquisito più di 20 mila metri quadri, adiacenti all’aria che ci interessava, proprio per ottemperare al grande progetto viabilistico proposto». Sulla proposta avanzata in campagna elettorale dell’attuale amministrazione uboldese, e recentemente ripresa dalla Cisl Ticino Olona, il consigliere della Aries risponde di non sapere «cosa sia un polo tecnologico. La nostra struttura prevede posti di lavoro per le fasce più deboli o per lavoratori che si trovano in mobilità. Ma da questo punto di vista non c’è stata nessuna collaborazione dal comune di Uboldo». L’Aries 2000 sostiene di aver chiesto almeno sette incontri all’attuale amministrazione «ma sono stati tutti rifiutati, tranne quello svolto per legge e obbligatorio per la trasparenza amministrativa». La prima udienza del Tar è in programma per i primi giorni di ottobre. «Delle soluzioni sono ancora possibili. Vorremmo che il comune rivedesse la propria posizione alla luce di quello che realmente porta sul territorio il nostro progetto, ovvero una grande rivoluzione viabilistica necessaria anche ai futuri progetti della Regione sulla Vasresina Bis. Vorremmo che questi amministratori avessero il coraggio di vedere che nel nostro progetto ci sono lati positivi come il nuovo svincolo autostradale, le quattro rotatorie per snellire la viabilità, il rifacimento della piazza parrocchiale, nonchè l’ultimazione dell’auditorio parrocchiale». Per ora quindi si è solo in attesa della sentenza del Tar.
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