Il questore incontra la madre: «Lo abbiamo catturato»
La visita del capo della polizia e il silenzio di Maria Schiavin
Quando il questore di Varese, Giovanni Selmin, è entrato nella tabaccheria di via Locarno, a Crenna, erano ancora le 9 di mattina. Per Maria Schiavini, la mamma di Eugenio, la notizia dell’arresto dell’assassino di suo figlio è arrivata all’improvviso. «Era sorpresa e probabilmente sfiduciata dopo tanti anni di indagini senza risultati» ha detto il questore. «Le ho stretto la mano e le si sono inumiditi gli occhi» (Nella foto, con le serrande abbassate, la tabaccheria di via Locarno dove si consumò il delitto).
La disperazione tuttora palbabile, un dolore impossibile da cancellare, Maria Schiavini è ancora dietro il bancone della tabaccheria dove Eugenio aveva nascosto una spranga di ferro, quella sera del 10 dicembre 1996, per difendersi dai ladri. La sera prima il negozio aveva subito un furto – un episodio che si rivelerà solo una tragica coincidenza – e la sensazione di essere indifesi di fronte alle scorribande della microcriminalità era diventata opprimente. Entrarono in due, a volto coperto. D’Alfonso aveva la pistola, la 7 e 65 con cui si era fatto fotografare qualche giorno prima, in cappotto cammello marrone, come un novello Al Capone, l’arma bene in vista e il sorriso sicuro.
La tabaccheria è di pochissimi metri quadri. La colluttazione fu rapidissima. Eugenio estrasse la spranga, D’Alfonso gli sparò in testa, lasciando la madre tra le sue urla disperate mentre i due fuggivano, con la Uno bianca.
L’omicidio sconvolse il quartiere di Crenna, la città e la provincia creando grande impressione. Morire per una rapina era un pericolo che doveva essere messo in conto. Le indagini furono seguite con enfasi dalla stampa, ma i risultati non arrivarono. E sei anni di lacrime senza colpevoli costano dolore e lasciano un segno pesante, nonostante il questore abbia voluto ricordare che questo arresto, seppur dopo tanti anni, rappresenti un segnale di fiducia verso le forze dell’ordine. Maria Schiavini oggi non vuole più parlare, ha deciso di chiudersi in un riserbo assoluto. E’ un dolore troppo grande, il suo, per essere spiegato.
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