Piene dell’Olona, ci pensa la Provincia

In attesa che si sblocchino i fondi per le casse di laminazione la provincia e i comuni studiano interventi preventivi

Si sa, i fondi per scongiurare i danni delle esondazione dell’Olona ci sono, ma giacciono ormai da anni intrappolati fra le pieghe della burocrazia. Gli interventi promessi dallo Stato non sono mai arrivati e a quanto pare anche il ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi non è stato solerte nell’ultimo anno a chiarire quando saranno disponibili i soldi stanziati per le famose quattro casse di laminazione lungo il corso del fiume che dovrebbero risolvere il problema. L’attesa logora e allora la Provincia hapensato ad un programma di misure preventive. 
«L’Olona? Stavolta ci muoviamo noi, in attesa che la burocrazia si svegli» ha dichiarato il presidente della provincia Marco Reguzzoni che in questo modo sintetizza il risultato della riunione che si è svolta questa mattina a Villa Recalcati per affrontare il problema in questione. Promosso dalla Provincia, all’incontro hanno partecipato rappresentanti di Enti locali e del Consorzio per il risanamento dell’Olona. 
In poche parole, le due Province interessate (Varese e Milano) e i Comuni del Varesotto e dell’Altomilanese attraversati dal corso del fiume Olona, studieranno una serie di misure per consentire la pulizia delle sponde del corso d’acqua e intervenire con lavori di drenaggio sull’alveo. «Si tratta di una prima serie di opere – ha spiegato il sindaco di Legnano Maurizio Cozzi presente all’incontro – che vanno in cantiere in attesa che il ministro delle infrastruture, Pietro Lunardi, chiarisca i tempi entro cui saranno disponibili le somme già stanziate per la realizzazione della prima delle quattro casse di laminazione previste sull’Olona, quella di Gurone di Malnate». 
Quella degli interventi preventivi non è stata l’unica conclusione dell’incontro. Insistere ancora sul Ministero delle Infrastrutture affinché il via libera ai lavori sia possibile entro breve tempo è stata infatti l’altro esito del summit. E proprio a sollecitare
il Ministro avevano provato nei mesi scorsi i comuni principalmente vittime delle piene. Castellanza, Legnano, San Vittore Olona, Parabiago, Nerviano, Pogliano Milanese, Olgiate Olona, Gorla Minore, Vanzago, Malnate, Canegrate, Lonate Ceppino erano riuscite a fissare anche un appuntamento con Lunardi, lo scorso tre luglio. E poi? «L’incontro era stato disdetto e mai riconvocato, forse il Ministro è troppo impegnato a vendere ponti sulle stretto di Messina» risponde polemicamente il sindaco di Castellanza Livio Frigoli. 
Ritornando ad oggi, dell’incontro di questa mattina sarà interessata anche l’Aipo , l’Agenzia interregionale del Po (l’ex ufficio del Magistrato del Po) e il Dipartimento della Protezione civile di Roma. Le due Province, con i sindaci dei comuni interessati, coinvolgeranno infine anche i parlamentari della zona perché seguano da vicino l’iter del procedimento di "sblocco" dei finanziamenti che avevano consentito, già nel 1991, di dare avvio ai Mulini di Gurone, nel comune di Malnate, ai primi interventi per la costruzione della "diga" di contenimento delle piene dell’Olona. Lavori che, dopo poche settimane si erano interrotti.

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Pubblicato il 11 Settembre 2002
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