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Un inizio in sordina. La sanatoria per colf e badanti, prevista dalla legge Bossi_Fini, ha preso oggi ufficialmente il via con il ritiro dei documenti. Chi si attendeva, però, un assalto alle poste è rimasto deluso. I 60 giorni a disposizione devono aver convinto i richiedenti a prendersela con calma. E sì che gli uffici postali si erano attrezzati: con appositi "corner" nelle sedi principali o con sportelli dedicati in quelli più piccoli. Grande affanno, invece, permane tra quanti sono alla "caccia" dei kit, il plico di documenti da compilare per ottenere il permesso di soggiorno. Differenti le procedure previste per colf e badanti o per lavoratori dipendenti. Nel primo caso, i lavoratori che possono uscire dal "nero" sono mobilitati dal 28 agosto scorso. A tutt’oggi, nella nostra provincia sono stati ritirati 9.500 kit, a fronte di una richiesta in Lombardia di 190.000. I lavoratori subordinati, invece, sono in fermento da sabato scorso: in due giorni a Varese sono stati ritirati 3500 kit, di colore azzurro, su un totale di 129.000 distribuiti nella nostra regione. E se i datori di lavoro non danno prova di affanno, sul piede di guerra è il sindacato che segue con apprensione l’evolversi della situazione. Il timore è che, nonostante l’occasione, non saranno molti i lavoratori che otterranno la collaborazione dei datori. Ecco perché, le associazioni sindacali hanno aperto degli sportelli informativi a cui gli immigrati possono rivolgersi per avere un aiuto. Nell’ambito delle manifestazioni organizzate per spiegare i contenuti della legge, dopo l’incontro organizzato dalla Cisl venerdì scorso, è la volta della Cgil che il 13 ha organizzato a Busto Arsizio un incontro, cui sarà presente ALIOUNE GUEYE responsabile nazionale delle politiche migratorie.
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