Un aereo storico e una “Piazza Aermacchi”: Varese ridà vita alla memoria del volo
Approvato il protocollo d'intesa tra Comune e Fondazione Leonardo per l'area di via Sanvito. Il mitico velivolo MB-326 potrebbe traslocare all'interno del comparto, che avrà una via dedicata all'ingegner Bazzocchi
Non solo centri sportivi, negozi e residenze: la rigenerazione dell’ex area Aermacchi di via Sanvito Silvestro avrà un cuore pulsante fatto di storia e identità. La giunta comunale di Varese ha dato il via libera a un protocollo d’Intesa con Fondazione Leonardo per trasformare il sito in un presidio della memoria aeronautica italiana.
L’accordo, che non comporterà oneri per le casse comunali, punta a valorizzare gli immobili già dichiarati di “interesse culturale” e a restituire alla città il legame indissolubile con l’industria del volo.
Il ritorno dell’MB-326
La novità più suggestiva riguarda la possibile ricollocazione di un velivolo storico: l’MB-326, attualmente posizionato nella rotatoria della SP1 a Buguggiate. Il Comune e il soggetto attuatore valuteranno la fattibilità tecnica di trasferire l’aereo (previa attività di restauro) proprio all’interno dell’area ex Aermacchi, facendolo diventare il simbolo del nuovo comparto.
Una nuova piazza e la via “Bazzocchi”
La toponomastica cittadina si arricchirà di nuovi riferimenti storici. Il piano prevede una nuova piazza Aermacchi sarà lo spazio su cui si affacciano gli hangar storici, destinato a diventare un luogo di aggregazione; e una via Ermanno Bazzocchi sarà la nuova via interna al comparto intitolata al geniale ingegnere aeronautico che legò il suo nome ai successi mondiali della fabbrica varesina.
Un museo diffuso collegato a Volandia
L’ex Aermacchi non sarà un’isola isolata, ma entrerà a far parte di un sistema culturale museale integrato che comprende gli archivi storici di Leonardo e il parco museo di Volandia. All’interno dei nuovi edifici verranno posizionate gigantografie storiche, parti di motori e contenuti multimediali che racconteranno l’evoluzione tecnologica: dai primi aeroplani in legno fino all’eccellenza delle Frecce Tricolori.
Formazione e futuro
Il protocollo, che ha durata di un anno con possibilità di rinnovo, prevede anche percorsi divulgativi con le scuole della città, per spiegare alle nuove generazioni come quel sito sia stato il motore economico e tecnologico di Varese per quasi un secolo.
“Si tratta di un’azione mirata a rafforzare la relazione di reciprocità tra i firmatari – si legge nella delibera – per restituire alla comunità uno spazio con forte valenza storica, valorizzandone gli aspetti identitari”.
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