Si vuole smantellare la scuola pubblica

Cgil, Cisl e Uil uniti nel denunciare la pericolosa politica al risparmio attuata dal Governo Berlusconi. Domani l'anno scolastico inizia con un'ora di sciopero: un'agitazione simbolica per lanciare l'allarme

Millecentoottantacinque posti in meno a fronte di dodicimila alunni in più nella sola Lombardia. Il mondo della scuola, che parte ufficialmente domani, è già in subbuglio. I sindacati da tempo denunciano un progressivo peggioramento della qualità del servizio, minato da una politica al risparmio che non lascia scampo. 
E se per l’anno 2002-2003 la scure si abbatterà su 8500 posti (2500 alle elementari, 2000 alle medie inferiori e 4000 alle superiori) a Varese a piangere sono soprattutto i precari, 418 professori e 876 personale ATA, che, anche per il prossimo anno, non otterranno l’immissione in ruolo e rimarranno legati con un contratto a tempo determinato.
«Paradossalmente, mentre i privati devono regolarizzare a tempo indeterminato gli extracomunitari – commenta Marco Molteni, segretario provinciale della UIL – per il pubblico, il Governo preferisce il precariato».
Ma non è tutto. Nella nostra provincia verranno meno 9 progetti, attuati fino allo scorso anno scolastico ( corsi pensati per prevenire l’abbandono scolastico o per facilitare l’integrazione di alunni extracomunitari) mentre tre scuole materne non potranno aprire nonostante le lunghe liste d’attesa.
«Negli anni passati  – commenta Claudio Ceriani nella Cisl scuola – la nostra provincia ha vissuto una razionalizzazione che ha ridotto al minimo la capacità formativa della scuola pubblica. Ogni ulteriore decisione inciderà in maniera drammatica sulle potenzialità del servizio pubblico chiamato, anche, ad essere attore primario nella costruzione della futura società».

Nessuno lo dice apertamente, ma il pericolo latente è che si assista ad un progressivo smantellamento del servizio pubblico, riducendone la competitività a fronte di una scuola privata sempre più agguerrita e "coccolata".

Per sensibilizzare la gente sul pericolo che sta correndo la scuola, i sindacati hanno deciso di passare all’azione: «I docenti incroceranno le braccia la prima ora del primo giorno scolastico – spiega Mariella Magnoni, della Cgil scuola – ma poi saremo anche in piazza Repubblica dalle 16 alle 18 per parlare direttamente alle persone, ai genitori, agli studenti, ai lavoratori che si impegnano sui banchi per ottenere un futuro migliore. Le nostre richieste hanno ottenuto, fino ad ora, dei ripensamenti assolutamente marginali. Quello che ci preme far capire è che lottiamo per la difesa della scuola pubblica».

 

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Pubblicato il 09 Settembre 2002
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