“Grazie a chi non ci ha lasciati soli”: il ringraziamento di Jessica al personale dell’Ospedale di Circolo
Una testimonianza sentita per ricordare l’umanità, la dedizione e la professionalità di medici, infermieri e operatori sanitari dell’Ospedale di Circolo di Varese. Un invito a guardare la sanità con occhi diversi
Un grazie che nasce dal dolore, ma anche dalla consapevolezza e dall’amore per il prossimo. Jessica ha voluto condividere pubblicamente il suo ringraziamento a tutto il personale sanitario che il 24 gennaio 2026 ha assistito suo zio presso l’Ospedale di Circolo di Varese, accompagnando la famiglia in uno dei momenti più difficili della vita.
“Mi presento, sono Jessica. Compagna, madre, lavoratrice, volontaria e nipote. Purtroppo il 24 gennaio ho perso un mio caro zio, malato oncologico. Quel giorno ho visto alternarsi infermieri, medici e specialisti che hanno fatto tutto il possibile per dare un’ultima possibilità di vita a mio zio, vista anche la sua giovane età. Purtroppo ha vinto il maledetto cancro.
Vorrei ringraziarli uno ad uno per l’impegno e la tenacia con cui lo hanno assistito, per la gentilezza nelle parole e nei gesti che hanno avuto nei nostri confronti, per averci sostenuto senza lasciarci mai soli. Non ricordo i loro nomi, ma ricordo i loro occhi, i loro sorrisi, la loro umanità.
Io sono volontaria AVO proprio in quell’ospedale e, in quel momento, ho messo ancora più a fuoco quanto impegno ci mettano ogni giorno tutti loro, pur essendo spesso sotto pressione a causa della carenza di personale e di turni molto pesanti. Vorrei che le persone riflettessero di più prima di lamentarsi della nostra sanità, incolpando chi lavora nelle corsie e nei pronto soccorso, dando ore e ore della propria vita agli altri.
Sono volontaria per scelta da alcuni anni, ma è vero che quando le cose ci toccano da vicino ci fanno riflettere in modo completamente diverso. Sono fiera di essere un “angelo”, come spesso veniamo chiamati dai pazienti. Fiera di poter essere di supporto anche solo con un sorriso o una parola gentile.
Invito ognuno di voi a pensare che si può amare oltre, diventando volontari come me, per sostenere lo staff medico ma soprattutto le persone che negli ospedali si sentono impaurite e sole. Ringrazio il mio gruppo AVO, che non mi ha mai abbandonata nel dolore e che mi dà la forza di continuare a essere ciò che sono.
Impariamo ad amare di più. Voi, oltre.
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