«Turri Vattene». Scritte contro il presidente all’entrata dello stadio
Ingiurie e scritte minacciose nei confronti della famiglia che detiene il pacchetto di maggioranza della società del Varese F.C.
La frattura si è consumata e nel modo più brutto. Il divorzio tra le frange ultra e la dirigenza Turri ha toccato l’apice. Scritte ingiuriose e minacciose nei confronti del presidente da questa notte tappezzano l’entrata principale dello stadio Franco Ossola. Un inizio di campionato negativo, i problemi organizzativi, una campagna all’insegna dei proclami hanno trasformato questo scorcio di stagione in un calvario e per la società e per i giocatori. Patron Mario Turri, raggiunto telefonicamente a Milano, sembra non preoccuparsene e sorvola con un certo spirito. «Io ho visto la scritta "viva il duce" il 25 aprile e "abbasso il duce" il 26. Quindi non mi meraviglio più di tanto. Penso che domani mattina le cancelleranno. Se domenica faremo bene, quelle ingiurie si trasformeranno in complimenti. Io ho fatto un patto con mio figlio Claudio: le scritte e le ingiurie sono per lui, gli applausi per me. Avreste dovuto vedere domenica scorsa gli striscioni esposti allo stadio dai tifosi della Pistoiese nei confronti del proprio presidente, che tuttavia alla fine è stato applaudito».
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La frattura si è consumata e nel modo più brutto. Il divorzio tra le frange ultra e la dirigenza Turri ha toccato l’apice. Scritte ingiuriose e minacciose nei confronti del presidente da questa notte tappezzano l’entrata principale dello stadio Franco Ossola. Un inizio di campionato negativo, i problemi organizzativi, una campagna all’insegna dei proclami hanno trasformato questo scorcio di stagione in un calvario e per la società e per i giocatori.
Il presidente onorario del Varese F.C. appare sereno anche sulle voci di mercato. Archiviati i casi Cinalli, rientrato in Argentina, e Santos, volato in Brasile, rimangono forse i più spinosi. Ormai da giorni si rincorrono voci sul destino della coppia Cabrini-Morales, direttore generale e allenatore.«Su Cabrini e Morales- continua Mario Turri- io non so niente. Si dice che uno se ne va e l’altro rimane e viceversa, o che se ne vanno tutti e due. Le cose le vengo a sapere dai giornali. Io so solo che dal lunedì mattina al sabato sono in ufficio a lavorare anche per questo Varese».





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