Acque, Tradate fa da sè

L'amministrazione sta lavorando alla costituzione di una holding in cui conferire i beni comunali. In progetto una società per la gestione degli acquedotti, anche a livello interprovinciale

«Non siamo contro Reteacqua spa, ognuno ha il proprio ruolo sul territorio. In questo senso, si vuole solo costituire delle piccole aggregazioni di comuni per una migliore convenienza economica». Così il sindaco Candiani presenta il progetto di holding comunale in cui trasferire la proprietà dei beni della città, che farebbe di Tradate un vero e proprio caso, rispetto alla centralizzazione delle infrastruture che sta avvendendo in provincia. 
L’Amministrazione comunale di Tradate ha così in progetto la costituzione, in tempi brevi, di una società "cassaforte" che permetta di valorizzare meglio le risorse della città. Ma in questa società patrimoniale comunale, oltre ai beni immobili come ad esempio il Palazzo Municipale, confluirebbero anche le proprietà degli impianti, tra cui gli acquedotti.
Da qui la possibilità che il comune possa dare vita a un’altra società per la gestione di questi acquedotti, società in cui potrebbero rientrare anche altri comuni della zona. Se tutto questo progetto andasse in porto, si potrebbe assistere alla nascita di un sistema, in scala più piccola, molto simile a quello recentemente avviato su scala Provinciale da Reteacqua spa e Prealpi. 
L’Amministrazione tradatese sta lavorando da mesi alla nascita della holding comunale, ma il sasso è stato lanciato dal vicesindaco Gianluigi Margutti durante una riunione svoltasi venerdì 25 ottobre nel comune di Mozzate, avente come obiettivo proprio la discussione sulla possibile costituzione di un sub-ambito territoriale interprovinaciale per la gestione delle risorse idriche. La legge infatti prevede che i comuni non possano più gestire gli impianti autonomamente. All’incontro ha partecipato anche il sindaco di Mozzate Giancarlo Galli, ex parlamentare che nel 94 ha proposto la legge che oggi ha permesso la nascita di Reteacqua spa. Secondo il vicesindaco di Tradate Margutti «si vuole realizzare una società "cassaforte del comune" che rimanga però al 100 per cento dei cittadini di Tradate. Questa società avrà un grosso peso finanziario col quale sarà più facile accedere anche a mutui». Nelle proprietà di questa società confluiranno anche gli acquedotti. 
Il vicesindaco sottolinea che «l’acqua è una cosa a sé la cui gestione sarà data in appalto a un’altra società. In questa fase intermedia, siccome non vogliamo essere assolutamente tagliati fuori, saremo sul mercato anche noi, forse con un’altra società per la gestione degli impianti. In questa maniera naturalmente discuteremo anche con Reteacqua». 
La holding comunale riguarderà soltanto i beni del comune di Tradate, mentre nella società per la gestione degli acquedotti potranno rientrare anche altri comuni, naturalmente che abbiano costituito anch’essi una società in cui siano state confluite le proprietà degli impianti. «Con questa società cassaforte, non ci fanno più paura nemmeno le cifre» prosegue Margutti. 
«Stiamo parlando di una società che apre un ragionamento diverso sulla gestione delle risorse idriche – spiega il sindaco Stefano Candiani – Nello stesso tempo, ci si apre a possibilità molto più flessibili ed efficaci per la macchina comunale». 
«Si potranno avere diversi benefici fiscali» spiega Margutti. 
Nell’incontro svoltosi venerdì, molti rappresentanti dei piccoli comuni della zona si sono dimostrati piuttosto interessati all’idea per una diversa gestione delle acque.


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Pubblicato il 28 Ottobre 2002
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