Alluvione 2000: acqua a catinelle e rimborsi col contagocce

A due anni dall’esondazione del Verbano il punto della situazione sui rimborsi dovuti ai comuni rivieraschi colpiti dalla piena storica

Due anni fa la piena del Verbano. Una perturbazione eccezionale gonfiò il lago riversando sui paesi rivieraschi metri d’acqua, sommergendo case, attività commerciali, strade. Tutti si mobilitarono per aiutare le popolazioni colpite, e soprattutto la solidarietà tra i disastrati fu un esempio di come l’intraprendenza – "l’arte dell’arrangiarsi" – spesso rappresenta anche l’unica cura per fronteggiare tali calamità. E la riconferma di quanto detto sta nei risarcimenti che oggi, a due anni dalla piena, sono giunti ai comuni. Iniziando dall’Alto lago, i privati di Maccagno sono stati tra i più fortunati, vedendosi restituire la totalità dei circa 50 milioni di lire di danni che vennero a suo tempo denunciati. Lo stesso non più dirsi per le infrastrutture comunali rimaste sott’acqua. «Su 156 milioni di danni denunciati – dicono dal comune – abbiamo visto zero lire nel 2001, mentre quest’anno sono arrivati i soldi, ma solo 40.000 euro, la metà».

Scendiamo a Luino. Qui non è stato solo il Verbano a tracimare, ma anche lungo tutto il corso del Tresa si sono registrati danni di ampia portata. Su 954 milioni di lire segnalate dai privati, il comune ha ad oggi incassato fondi regionali per l’equivalente di 628.800.000: manca ancora un terzo dei danni da risarcire. Peggio ancora va per quanto subito dal comune: danni per 400 milioni, risarcimenti per 163.500.000 lire.
Ma la vera beffata dall’alluvione del 2000 è stata Laveno Mombello. Come ha fatto sapere il sindaco Sergio Trezzi qui il lago s’è portato via l’equivalente di 2 miliardi di lire tra strade e infrastrutture comunali e non solo nel centro del paese, anche nelle frazioni. Risultato:126 milioni di lire restituiti in tutto. "Abbastanza soddisfacente", come conferma lo stesso Trezzi, invece, la situazione per i privati che hanno visto risarciti più del 70 per cento dei danni, a differenza delle precedenti alluvioni dove non s’è vista una lira.

Non cambia di tanto la situazione a Sesto Calende. Soddisfatti e rimborsati quei cittadini che avevano subito danni alle proprie case stimabili al di sotto degli otto milioni. Quei soldi sono arrivati e sono stati consegnati a tutti i richiedenti per un totale di 249 milioni. E se le imprese e i titolari di esercizi pubblici sono ancora in attesa, la curiosità da segnalare riguarda i privati che avevano

E le attività produttive? «Delle 206 richieste di risarcimento pervenute da tutti i comuni del Verbano – afferma Alessandro Giudici della Camera di Commercio di Varese – corrispondenti ad un ammontare complessivo di poco più di 8 miliardi di lire, ad oggi sono pervenuti 6 miliardi e 255 milioni. Questo importo corrisponde al 78 per cento di quanto la Regione Lombardia si impegnò ad erogare a fondo perduto». E del rimanente 22 per cento? «I fondi finora erogati corrispondono ad una prima tranche di aiuti – conclude Giudici. Tranche diventata ad oggi unica: con una comunicazione ufficiale pervenuta dalla Regione Lombardia ci è stato comunicato che non sono disponibili altri fondi per il risarcimento dei danni causati dall’alluvione del 2000 alle imprese e alle attività produttive».

subito un danno maggiore agli otto milioni. I soldi per loro ci sono e sono pronti in comune, ma stentano ad arrivare le documentazioni che attestino gli avvenuti lavori di ripristino. Insomma le fatture che permettano al comune di saldare il conto. Basti pensare che su ventotto richieste di risarcimenti solo otto sono state archiviate. Per quelli che hanno completato le pratiche sono stati erogati trentacinque milioni. E quanto ai danni del comune i soldi che sono stati stanziati, sono lì per arrivare e serviranno per i danni alle strutture e per le spese di primo soccorso. Queste ultime erano salite a circa centottantatre milioni di lire.


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Pubblicato il 15 Ottobre 2002
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