Chirurgia mininvasiva, una specialità per ridurre i tempi
In tre anni l'unità di ostetricia e ginecologia è cambiata puntando sulle attività ambulatoriali
Una chirurgia sempre meno invasiva, tempi di degenza ridotti e posti letto, solo il necessario, così cambia la sanità. Anche all’ospedale di Busto Arsizio dove quest’oggi, mercoledì 30, è stato presentato il bilancio degli ultimi tre anni delle attività dell’unità operativa di ostetricia e ginecologia. I lavori di ristrutturazione e ammodernamento sono stati conclusi negli ultimi giorni e l’azienda sanitaria ha colto l’occasione di presentare i reparti, che hanno voluto puntare sulle attività ambulatoriali e su tecniche chirurgiche mininvasive, di cui l’unità si prepara a diventare un punto di riferimento per la formazione dell’area centrale del nord Italia. Qui a partire dall’anno prossimo si svolgeranno infatti corsi di perfezionamento.Hanno illustrato i risultati il direttore dell’unità Mario Meroni e i dirigenti dell’azienda Ambrogio Bertoglio e Giuseppe Genduso. Di ambulatori tre anni fa ne esistevano due, oggi il reparto conta di spazi attrezzati per la diagnostica e specializzati per ogni epoca della vita della donna. Diecimilasettecento circa le prestazioni svolte nell’ultimo anno, in crescita rispetto all’anno precedente. «In particolare gli incrementi del 2002 si registrano per alcune tipologie, riconducibili alla prevenzione che abbiamo ricominciato a fare» spiega il dottor Meroni. E poi c’è la chirurgia mininvasiva. Un dato su tutti dice che le isterectomie (asportazione dell’utero) svolte con tecniche mininvasive sono passate dal 6,3% del 2000 al 42,8% del 2002. Che significa un recupero più veloce per la paziente e un posto letto libero in qualche giorno. Così si tagliano i posti e si recuperano spazi per gli ambulatori. Nel 2000 infatti erano trentadue, oggi sono diciotto e la degenza media di quasi cinque giorni.
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Una chirurgia sempre meno invasiva, tempi di degenza ridotti e posti letto, solo il necessario, così cambia la sanità. Anche all’ospedale di Busto Arsizio dove quest’oggi, mercoledì 30, è stato presentato il bilancio degli ultimi tre anni delle attività dell’unità operativa di ostetricia e ginecologia. I lavori di ristrutturazione e ammodernamento sono stati conclusi negli ultimi giorni e l’azienda sanitaria ha colto l’occasione di presentare i reparti, che hanno voluto puntare sulle attività ambulatoriali e su tecniche chirurgiche mininvasive, di cui l’unità si prepara a diventare un punto di riferimento per la formazione dell’area centrale del nord Italia. Qui a partire dall’anno prossimo si svolgeranno infatti corsi di perfezionamento.
Ma la carenza di personale infermieristico e medico resta un problema. Come risolverlo? «Stiamo lavorando per ottimizzare l’uso del personale – spiega Meroni – se per gli ambulatori, il personale è sufficiente, non è cosi per le degenze, per questo puntiamo ad ottimizzare i percorsi clinici, riducendo i tempi pre-chirurgici e ricoverando solo se necessario». Nell’economia del lavoro del reparto questo linea si traduce con una programmazione degli interventi per l’inizio della settimana e le dimissioni prima che finisca. I reparti nella pratica si svuotano, con l’eccezione di alcune patologie, come quelle oncologiche, che richiedono un ricovero più lungo e al quale sono riservati sei posti letto.





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