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Lo sport preferito dei politici è litigare, ma per una volta i partiti hanno svestito i soliti panni per mettersi d’accordo su un principio: dare una nuova legge allo sport lombardo. Il testo è stato approvato ieri con il voto favorevole di tutti i gruppi e un solo voto contrario, quello del Verde Monguzzi. Si tratta di una legge che unifica tutte le precedenti disposizioni, finanzia la costruzione di nuovi impianti e sportivi e riconosce, con aiuti concreti, la valenza sociale dello sport non agonistico. Il percorso politico della legge ha rappresentato un esempio di collaborazione tra maggioranza e opposizione, come raramente si era visto nella seconda repubblica. Una prima iniziativa a favore dello sport era stata presentata infatti il 23 maggio 2001, firmatari i consiglieri del centrosinistra Marantelli, Bisogni, Benigni, Cipriano, Ferrari. Il 18 settembre 2001 la giunta presentava invece una propria proposta di razionalizzazione della materia. E qui la politica privilegiava, per una volta, l’arte del compromesso. Il due testi venivano infatti abbinati e approvati in commissione il 18 settembre 2002. All’esame dell’aula, la convergenza reggeva, alcuni emendamenti venivano aggiunti in ‘zona cesarini’, ma ne risultava una sostanziale uniformità di vedute. A inchiostro ancora caldo iniziano però i distinguo. Il centrodestra infatti vanta una vittoria politica di concretezza e moderazione. Il centrosinistra applaude all’apertura della giunta verso le proposte uliviste, ma rimprovera alla maggioranza la scarsa dotazione economica inserita nella legge. Ma a cosa serviranno i 4 milioni di euro messi in cascina del consiglio regionale? Innanzitutto alla costruzione di nuovi impianti, ma anche al finanziamento di un vastissimo circuito di sport non professionistico, occasionale, legato all’associazionismo, all’ambiente e anche alla solidarietà. «Si è trovata così una posizione equilibrata tra chi voleva puntare solo sullo sport agonistico e chi invece avrebbe voluto occuparsi solo del tempo libero» dice il consigliere diessino Daniele Marantelli. Tra le pieghe del testo si può cogliere la soddisfazione degli sportivi di montagna, a cui viene riconosciuto un ruolo e un aiuto concreto, così come viene puntualizzata la valenza educativa dello sport, il superamento delle barriere architettoniche e persino la funzione degli oratori. «E’ un peccato però – aggiunge un altro consigliere varesino di opposizione, Giuseppe Adamoli, Margherita – che la legge sia arrivata in aula così tardi da non poterla far valere per quest’anno». Adamoli insiste però su un punto che rischia di diventare decisivo per la reale utilità della legge: la dotazione finanziaria: «La giunta ha trovato una disponibilità di soli 4 milioni euro: così una buona legge rischia oggettivamente di raccogliere pochi frutti». Per questo, Daniele Marantelli non rinuncia a un affondo politico: «Così pochi soldi dimostrano forse che la casse della Regione, come andiamo dicendo da tempo, sono in sofferenza». E’ stato anche approvato, su proposta di Marantelli, un ordine del giorno che rende gratuite per i prossimi anni le visite mediche.
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