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Undici sale cinematografiche nuove di zecca ad un passo da casa e fra due anni un altro cinema multisala a Gallarate con ben nove proiezioni a sera. Inutile dirlo Busto Arsizio sarà accerchiata. Curioso, davvero curioso che alla concorrenza la città risponda con l’apertura di nuove sale e la ristrutturazione di altrettante. Sono otto in tutto. L’ultimo in ordine di tempo ad essere riaperto è stata il cinema teatro Lux di Sacconago. Quasi un anno fa riapriva una sala che era stata chiusa per vent’anni "per lavori di restauro", diceva un cartello che per tutto quel tempo è rimasto sulle saracinesche abbassate. Poi i lavori si sono fatti e la parrocchia ha restituito ai sinaghini il loro cinema e teatro. Un cinema per diecimila abitanti dunque e per la metà la concorrenza rappresenta un finto problema. Perché a gestirne quattro sono le parrocchie. Si tratta dell’Aurora di Borsano, il Lux di Sacconago, il San Giovanni Bosco e il Fratello Sole. Negli anni quasi tutti si sono rinnovati e adeguati anche dal punto di vista tecnico. Nessuno ha rinunciato alla qualità e alla comodità e tutti hanno puntato sulla poliedricità. Dalle conferenze al teatro fino ai cineforum. Così questi centri esprimono una vitalità e un’operosità rare. «Abbiamo voluto riaprire il Lux dopo venti anni non per fare fatturato, ma per farvi svolgere l’attività teatrale dei ragazzi, per proporre i film alle famiglie; quello che ci interessa francamente è pareggiare le spese, il valore di questa sala è quello pastorale e per questo motivo si poggia molto sul volontariato» spiega don Luigi Caimi della parrocchia di Sacconago, che gestisce il cinema teatro Lux, che in sei mesi ha visto passare circa cinquemila persone. Addirittura un po’ ci si perde nei programmi. Prendiamo ad esempio il Fratello Sole: cineforum, teatro, una speciale rassegna per i bambini, concerti e cabaret, mostre e alle spalle un book di presenze tutte documentate nel sito internet. Oppure il Lux, che nella passata stagione ha ospitato il ministro della sanità Girolamo Sirchia oppure il sostituto procuratore in pensione Saverio Borrelli. Se i multisala non preoccupano queste realtà, non si può dire lo stesso per i gestori privati: cinema Oscar, Nuovo Mignon, cinema Teatro Manzoni e infine il Sociale. I numeri ancora non ci sono e per il momento si lavora bene. Alcuni hanno scelto la multifunzione, ospitando teatro e cineforum. E c’è chi come il Teatro Sociale di piazza Plebiscito, ristrutturato e inaugurato nel marzo scorso, punta sul teatro. Cali di pubblico per il cinema? «Ancora nulla di quantificabile o di percettibile» spiega il responsabile delle proiezioni Aldo Cajelli, che però ai supemarket del film non guarda con serenità. A polverizzare il pubblico per Cajelli non ci pensano solo i multisala, ma anche i numerosi cineforum cittadini. Se ne contano cinque e se per la distribuzione di pellicole rappresenta il modo di concorrere con i blockbuster di turno, per chi fa solo cinema e basta rappresenta un bel problema. Ma allora la concorrenza è anche nella città? Proprio così, ma invece di alimentare sterili polemiche sarebbe meglio pensare a qualcosa di collettivo. L’amministrazione comunale di Busto Arsizio un sassolino lo ha lanciato. Si tratta della settimana del cinema che si svolgerà fra il ventiquattro e il trenta marzo prossimi. Nella sette giorni si susseguiranno eventi, incontri, proiezioni legate alla cultura, alla didattica del cinema, alla storia e al futuro dell’esercizio cinematografico. Si svolgerà in collaborazione con tutte le otto sale cittadine e vedrà la partecipazione di attori e registi di fama. Insomma l’unione fa la forza e di esempi ne esistano non tanto lontano da Busto Arsizio. Monza è per esempio la prima in Europa ad essersi trasformata in una città multisala, dove i proprietari delle sale cittadine si sono alleati per dare vita ad un circuito unico in grado di offrire dodici schermi con servizi centralizzati di alto livello. Chissà che l’idea non baleni nella testa di qualche gestore o amministratore nei prossimi anni.
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