Il terreno fertile della solidarietà

Fernando Fasolo e Ruffino Selmi sono i referenti varesini del progetto Il Villaggio della gioia per orfani e bambini di strada

Lo scorso 19 settembre è stata posta la prima pietra del Villaggio della gioia. Quello che costituiva uno dei sogni più grandi di un gruppo di missionari in Tanzania inizia ad essere realtà nei pressi della località di Mbweni, poco a nord di Dar es Salaam. Il progetto è stato ideato dal missionario passionista italiano padre Fulgenzio Cortesi.
«Poco più di un anno fa non conoscevo niente di questo sogno. – racconta Fernando Fasolo, insieme con Ruffino Selmi, presidente delle Acli, uno dei referenti varesini per il progetto – In luglio, durante una visita in Tanzania, incontrai padre Fulgenzio. Da allora abbiamo lavorato duramente e in aprile abbiamo costituito la fondazione e ora finalmente iniziano i lavori».


Come mai vi siete impegnati in questo progetto?
«È più semplice di quanto si creda! Abbiamo visto quanto bisogno c’è in Africa. L’Aids ha annientato intere famiglie e oggi tra orfani e bambini di strada il bisogno di assistenza è enorme. A Varese abbiamo raccolto l’invito di padre Fulgenzio e stiamo lavorando per realizzare quanto più possibile. Ci sono moduli da cento bambini. Noi speriamo di dare spazio ad almeno mille di loro».
Non esistono problemi religiosi?
«Si, ci sono differenti culti e fedi, ma la nostra visione, pur partendo da un insegnamento cattolico crede sia possibile mantenere e promuovere un atteggiamento ecumenico che faccia esprimere il meglio dalle differenze e che invece non ostacoli un processo di solidarietà importante per tutto il paese. La stessa cerimonia per la posa della prima pietra è significativa. I locali rappresentanti delle due maggiori religioni, cattolica e islamica hanno partecipato insieme in un vero momento di festa per la comunità».

Cosa si può fare per questa iniziativa?
«Da luglio è attiva una fondazione, Il villaggio della gioia – onlus. Ogni aiuto o partecipazione è gradita anche perché la realizzazione del progetto è a moduli, perciò più attiva sarà la solidarietà, maggiori saranno i risultati».
Il gruppo varesino è molto attivo ed è strettamente a contatto con le altre realtà. Per chi volesse maggiori informazioni 
Onlus: via don Gnocchi 5 20040 Castel Rozzone (BG) tel 0363381106 – email stramui@jumpy.it
BNL via Volta 9 Varese c/c 46300 cab 10800 abi 1005.8

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Pubblicato il 30 Ottobre 2002
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