La croce di otto metri, che non piace ai vicini

Si trova nel giardino di una villetta di Barza e il comune ne ha imposto la rimozione

È una croce alta otto metri e si trova in una villetta di via Germania a Barza, una frazione di Ispra. Per chi l’ha messa nel suo giardino rappresenta il simbolo della devozione e luogo di esperienze mistiche, ma per i vicini di casa, è un simbolo troppo invadente. Tanto da spingerli a raccogliere delle firme per chiederne la rimozione, una richiesta accolta dal comune di Ispra che ha imposto un termine per l’abbattimento, scaduto nei giorni scorsi. 
Oggi la croce c’era ancora, per lo scontento di vicini e la gioia di Maria Loiello, la donna che da qualche mese vive a Barza, dove si è trasferita insieme alla sua famiglia e dove ha affittato la villetta di via Germania.
E giusto dopo qualche tempo dal loro arrivo,  è giunta anche la croce di otto metri, che veglia sul un piccolo santuario dedicato alla Madonna di Medjugorie. Il luogo della preghiera di Maria Loiello, devota a Gesù, alla Madonna Nera e non solo. Le apparizioni di Paratico a Brescia, a Schio e poi i pellegrinaggi in Croazia, sono queste le esperienze mistiche, culminate con la scelta di ergere la croce bianca e blu nel giardino di casa. «Mi è stata regalata da una donna conosciuta durante il pellegrinaggio in Croazia, è la croce gloriosa di Gesù , che insieme ad altre si ergerà sulla terra per manifestare il suo ritorno, è il simbolo della presenza di Dio in una generazione malvagia e ipocrita» racconta la devota, che alla sua croce in giardino non vuole rinunciare. «Sarà la potenza di Dio ad impedirlo» dice riguardo l’esposto dell’amministrazione comunale. 
Troppo invadente dal punto di vista ambientale e un limite alla libertà di pensiero e di culto. Così i vicini di casa hanno giustificato la raccolta firme per chiederne la rimozione. I più agguerriti, di avere un santuario sotto casa non vogliono proprio saperne. E la piccola guerra ha avuto nei mesi scorsi anche gli esiti più imprevedibili, quando un gruppo di fedeli si è riunito sotto la croce per pregare. Forse è sembrato troppo al proprietario della villetta che la croce se la ritrova a qualche metro di distanza. Immediata la reazione: ai rosari e alle litanie ha fatto da controaltare l’Avvelenata di Guccini, sparata ad alto volume dalle casse di uno stereo. Questi sono stati gli episodi più curiosi, ai quali sono seguiti i fatti. La raccolta di firme è stata infatti presentata al comune, che ha dato ragione agli abitanti del quartiere. Il termine per la rimozione è scaduto il venticinque ottobre e ora si attende di sapere cosa succederà. 


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Pubblicato il 29 Ottobre 2002
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