Per il secondo inceneritore, Busto farà la sua parte
All'Accam si bruciano anche i rifiuti di Malpensa. È la denuncia della minoranza, per nulla convinta che al Consorzio vada tutto bene
Il comune di Busto Arsizio farà la sua parte per far rispettare il piano dei rifiuti provinciale. Il nord della provincia non pensi quindi di andare a bruciare la sua immondizia all’Accam. Si costruisca il secondo inceneritore. Con la proposta che è passata ieri sera, martedì 22, in consiglio comunale la giunta e il sindaco hanno infatti accolto l’invito del gruppo consiliare di Forza Italia di prendere almeno tre iniziative per garantire la salubrità dell’ambiente e la salute dei cittadini. Fra queste appunto promuovere il rispetto del piano provinciale dei rifiuti che al nord prevede il secondo inceneritore. «I contatti con l’assessore all’ambiente Pintus sono fitti – ha detto il sindaco Luigi Rosa – e quando sarà affrontato il tema del piano dei rifiuti il comune farà la sua parte». E se le iniziative approvate dalla maggioranza puntano a garantire una gestione trasparente dei rifiuti, tesa a garantire il rispetto delle norme, c’è chi denuncia che queste norme sono già state violate. Lo ha fatto Alessandro Berteotti, capogruppo della Margherita «Abbiamo scoperto che all’Accam si bruciano i rifiuti della Malpensa e quelli ospedalieri prodotti fuori dalla Lombardia». E questo proprio non sarebbe previsto dalle norme della statuto del Consorzio.Le risposte alle preoccupazione del consigliere della Margherita ieri sera non sono arrivate. E sarebbe stata la forma a non consentirlo. Saranno forse le iniziative che il comune ha già intrapreso e che avvierà a permettere di fare chiarezza su questo argomento di non poco conto. È quanto emerso del consiglio comunale che il centrosinistra ha convocato per fare chiarezza sulla fase delicata che sta attraversando il Consorzio dell’inceneritore e per chiedere nella sostanza le dimissioni del presidente Giancarlo Tovaglieri, colpevole di avere prodotto allarmismo con dichiarazioni apparse sulla stampa. E non ultimo di essersi aumentato lo stipendio prima ancora di cominciare il suo lavoro, come denuncia ancora Berteotti «Il Cda ha votato l’aumento a seimila euro e la delibera è pubblicata all’albo pretorio». Una richiesta giudicata impropria dal sindaco: «Proprio in questo momento delicato di transizione il cda dovrebbe chiedere le dimissioni del presidente Tovaglieri?». Nessuna difesa pregiudiziale nei confronti dell’avvocato nominato a dirigere il Consorzio, ma al momento non c’è nessun appunto negativo sul lavaro svolto da Tovaglieri all’Accam. Che all’Accam vada tutto bene e che non ci siano rischi per l’ambiente e i cittadini, i consiglieri della minoranza non ci credono, basti la denuncia di Berteotti a confermarlo. I chiarimenti di Rosa non sono bastati e il dibattito fittissimo è culminato poi con la proposta, bocciata dal consiglio, di istituire una commissione di indagine sul Consorzio, con un tecnico di fiducia che relazioni al consiglio comunale. I numeri hanno fatto ovviamente propendere per l’invito di Forza Italia, che oltre a richiedere il rispetto del piano provinciale chiede anche di garantire l’attuazione delle analisi concordate con l’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) sull’inquinamento atmosferico dell’asse del Sempione. Suggerisce inoltre la creazione di stazioni di raccolta, di compattazione e di trasferimento dei rifiuti sul territorio extracomunale così da razionalizzare e diminuire sensibilmente il flusso veicolare del trasporto. Alle proposte della maggioranza si aggiungono i progetti della giunta annunciati dal sindaco, come l’utilizzo di mezzi ecologici per il trasporto dei rifiuti e il recupero dell’area del vecchio forno che non ritornerà ad essere riutilizzato, come temevano i cittadini di Borsano. |
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Il comune di Busto Arsizio farà la sua parte per far rispettare il piano dei rifiuti provinciale. Il nord della provincia non pensi quindi di andare a bruciare la sua immondizia all’Accam. Si costruisca il secondo inceneritore. Con la proposta che è passata ieri sera, martedì 22, in consiglio comunale la giunta e il sindaco hanno infatti accolto l’invito del gruppo consiliare di Forza Italia di prendere almeno tre iniziative per garantire la salubrità dell’ambiente e la salute dei cittadini. Fra queste appunto promuovere il rispetto del piano provinciale dei rifiuti che al nord prevede il secondo inceneritore. «I contatti con l’assessore all’ambiente Pintus sono fitti – ha detto il sindaco Luigi Rosa – e quando sarà affrontato il tema del piano dei rifiuti il comune farà la sua parte». E se le iniziative approvate dalla maggioranza puntano a garantire una gestione trasparente dei rifiuti, tesa a garantire il rispetto delle norme, c’è chi denuncia che queste norme sono già state violate. Lo ha fatto Alessandro Berteotti, capogruppo della Margherita «Abbiamo scoperto che all’Accam si bruciano i rifiuti della Malpensa e quelli ospedalieri prodotti fuori dalla Lombardia». E questo proprio non sarebbe previsto dalle norme della statuto del Consorzio.





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