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Un pezzetto di Varese in terra d’Africa. Grazie anche all’interessamento di un industriale varesino, che preferisce mantenere l’anonimato, in Zambia è stato aperto un ospedale in un villaggio a trenta chilometri dalla capitale Lusaka (nella foto). Si tratta di una struttura con funzioni di day hospital e con un reparto di maternità. L’intenzione è quella di farlo ulteriormente crescere fino ad assicurare un servizio assistenziale completo. L’opera porta la firma della Pamo, un’organizzazione Onlus nata per volontà di Giuseppe Volonterio convinto da Monsignor Milingo a prodigarsi per la gente dello Zambia.
«Quando ho incontrato Milingo per la prima volta – ricorda Volonterio – era alla ricerca di qualcuno che lo aiutasse a far decollare l’ospedale, che era riuscito a far costruire ma che da due anni era fermo per ragioni organizzative». (nella foto la meternità) Il progetto sembrò subito buono e così, Giuseppe Volonterio acconsentì ad occuparsi della cosa: «L’unica condizione che posi fu quella di costituire un’associazione che assicurasse trasparenza alle iniziative di cui mi facevo promotore. E così nacque la Pamo che, nella lingua locale, significa insieme. L’organizzazione onlus agisce attraverso un’associazione non profit locale che si chiama Zambian Helpers Society». In due anni, in quella zona a trenta chilometri da Lusaka sono sorti, oltre all’ ospedale, una scuola e una piccola fattoria: «Sono gli ultimi progetti avviati. Il motto è quello di aiutare la gente a non abbandonare la propria terra. Il nostro intento è quello di aiutarli a diventare autosufficienti. Ecco perchè abbiamo pensato alla scuola, dato che l’istruzione è la prima ricchezza, e a una azienda dove poter sviluppare l’agricoltura e l’allevamento». Parallelamente, è stato costituito un club delle donne dove le associate hanno ottenuto piccoli prestiti per lanciarsi in attività imprenditoriali: creazione di lavori all’uncinetto, allevamento di galline ed altro.
L’iniziativa, come dicevamo, poggia sulla Pamo onlus ma dietro ha solo Giuseppe Volonterio che organizza, crea e raccoglie fondi. «Io sono alla ricerca di fondi ma anche di volontari che dedichino tempo ed energie a questo progetto»: E l’imprenditore varesino sembra essere la persona giusta: «Dopo tanti anni di lavoro, penso di potermi fermare per dedicarmi al prossimo». A lui verrà affidato il settore "educazione": dovrà pensare ad almeno un centinaio di bambini, di cui almeno la metà senza genitori.(nella foto la scuola)
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