Non è Carnevale: sul rimpasto di giunta a Busto Arsizio forse c’è una crisi politica vera

La Lega sarebbe chiamata a un passo indietro, a favore di Fratelli d'Italia Il sindaco Antonelli e il segretario provinciale leghista Cassani usano ironia ma c'è una contrapposizione abbastanza netta

emanuele antonelli

A poco più di un anno dalle elezioni amministrative 2027, a Busto Arsizio si apre una crisi politica tutt’altro che banale. E, come spesso accade in questi casi, la scintilla arriva da una parola che in politica ha un potere quasi magico: rimpasto.

L’ipotesi che circola negli ambienti della maggioranza è quella di una possibile promozione in giunta della consigliera Claudia Cozzi, di Fratelli d’Italia, il partito che chiede di contare di più. Una prospettiva che, sulla carta, potrebbe sembrare normale dinamica politica. Il problema, però, è uno solo e molto concreto: al posto di chi? Ne farebbe le spese la Lega e questo ha innescato lo scontro. Gli assessori leghisti nell’esecutivo guidato dal sindaco Emanuele Antonelli sono tre: Alessandro Albani (bilancio), Manuela Maffioli (cultura) e Paola Reguzzoni (servizi sociali). E proprio qui nasce il cortocircuito politico che ha fatto salire rapidamente la temperatura nella coalizione.

Cassani: «Rimpasto inutile e pericoloso»

A intervenire con toni misurati – per il suo standard – ma netti è stato Andrea Cassani, segretario provinciale della Lega e sindaco di Gallarate, che ha liquidato l’ipotesi senza troppi giri di parole.
«Un rimpasto a un anno dalle elezioni mi sembra la cosa più inutile, pericolosa e improvvida di questo mondo», ha osservato tranchant.

Cassani ha ricordato anche gli equilibri interni alla coalizione: «Già un anno fa, nonostante ci fossero accordi preelettorali che prevedevano certi ruoli in giunta, a fronte di una riduzione dei consiglieri, la Lega ha scelto di lasciare il ruolo di vicesindaco a Fratelli d’Italia, che ora ha sindaco, vicesindaco e presidente del Consiglio comunale».

Per questo motivo il leader provinciale del Carroccio mette le mani avanti: «Per quanto mi riguarda non c’è più bisogno di partecipare a queste riunioni». Secondo Cassani, inoltre, la richiesta non avrebbe nemmeno un vero peso politico: «È una richiesta, forse una provocazione, di qualcuno di Fratelli d’Italia locale, che non penso venga condivisa dai livelli più alti».

E conclude, lasciando intendere che le priorità sono altre: «Abbiamo urgenze ben più importanti, come i Comuni che vanno al voto quest’anno e la battaglia referendaria. I desiderata di qualcuno che cerca un posto in più o vuole provocare a livello locale non sono una priorità».

Antonelli: «Quando ho letto mi sono messo a ridere»

La replica del sindaco di Busto Arsizio non si è fatta attendere e ha scelto la via dell’ironia, neppure troppo velata. «Le dichiarazioni di Cassani? Quando le ho lette mi sono messo a ridere», ha commentato Antonelli.

Poi ha affondato il colpo: «Cassani dice che a un anno dalle elezioni non si cambiano gli assessori? Non vorrei sbagliarmi, forse ho letto male, ma mi sembra che un mese fa a Gallarate ci sia stato un cambiamento in giunta. Magari ho letto male io». Il riferimento è all’avvicendamento nell’esecutivo gallaratese che ha portato alla sostituzione del vicesindaco Rocco Longobardi con Belinda Simeoni, peraltro su richiesta dello stesso partito che esprime entrambi i nomi, Forza Italia.

«Mi sembra strano che un sindaco chieda a un altro sindaco di non fare un rimpasto dopo averne appena fatto uno», ha aggiunto Antonelli. E poi la battuta finale: «Ma il Carnevale è passato da poco, l’avrà detto per scherzo».

La controreplica di Cassani

La replica del segretario leghista è arrivata poco dopo, con toni più pungenti. «Quando ho letto le parole di Antonelli ho pensato io che fosse uno scherzo quella dichiarazione», ha commentato Cassani.

Secondo il sindaco di Gallarate, il paragone non regge, per ragioni politiche chiare: «Mi pare strano che una persona navigata della politica come lui, il sindaco più apprezzato da Nino Caianiello, non capisca la differenza tra la sostituzione di un assessore con un altro indicato dallo stesso partito e un rimpasto non voluto da tutti che creerebbe tensioni tra i partiti a ridosso delle elezioni».

Per Cassani, inoltre, la questione non riguarda il lavoro degli assessori leghisti: «Non è legata all’insoddisfazione nei confronti del lavoro svolto dagli attuali assessori ma deriva solo dalla sete di poltrone di qualcuno». Infine il richiamo agli accordi politici: «L’intesa che prevedeva tre assessori alla Lega, oltre alla carica di vicesindaco, l’ha presa lo stesso Antonelli con la segreteria cittadina della Lega. Lui è il capo dell’amministrazione e il garante della maggioranza, quindi gli chiediamo di rispettare gli accordi».

Con una chiusura dal sapore quasi proverbiale: «Un uomo vale quanto la parola che mantiene. E noi siamo certi che Antonelli possa continuare a dimostrare di valere».

Una maggioranza che scricchiola

Al momento il rimpasto resta solo un’ipotesi, ma la polemica tra Antonelli e Cassani dimostra che gli equilibri della maggioranza bustocca sono tutt’altro che sereni, dopo settimane in cui si parla dell’ipotesi e a distanza di un anno dalle elezioni che toccheranno le principali città della provincia (Varese, Busto e Gallarate), in cui il centrodestra deve mantenere un accordo complessivo.

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Pubblicato il 05 Marzo 2026
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