Ricomincia la guerra dei supermercati
Una variante di piano regolatore per nove aree commerciali scatena polemiche e accuse
Nove aree commerciali per la media distribuzione fanno litigare di brutto maggioranza e opposizione. Il centrosinistra abbandona per protesta la commissione territorio e rinuncia a votare una determinazione che potrebbe portare a una nuova infornata di punti commerciali per la città. Intendiamoci, non si tratta della tanto contestata grande distribuzione, ma del permesso di costruire piattaforme di massimo 2.500 metri quadrati. La giunta Mucci con questo rispetta i programma elettorali e dice stop all’arrivo dei megastore. Ma nove aree di media distribuzione, secondo il centrosinistra, sono troppe, ed equivalgono almeno a tre centri commerciali. «Se siamo d’accordo a dire basta alla grande distribuzione, perché dare il via libera a una quantità così alta di media distribuzione?» è il ragionamento della minoranza.
A sostegno di questa tesi, Pierluigi Galli, consigliere diessino, cita lo studio sul commercio, realizzato da due professionisti su incarico dell’amministrazione nel 2001. Dai documenti risulta che otto delle nove aree che il comune vorrebbe rendere commerciali sono inserite in contesti già fortemente trafficati e con carenza di posti auto. Stiamo parlando, in particolare, di tre punti della città: viale Milano e Madonna in campagna, la zona dell’imbocco autostradale con anche il cotonificio Majno e infine un’area tra via Mantova e via Cattaneo nei pressi del ponte della ferrovia (L’ultima delle nove aree si trova a Crenna, sulla via per Besnate). La spaccatura in commissione arriva dopo una riunione animata. La futura variante di piano regolatore che il centrodestra vorrebbe portare in consiglio, va ricordato, non è un via libera automatico alla costruzione di supermercati. Ogni intervento verrà infatti contrattato con uno strumento urbanistico preciso: i piani di zona integrati. Una scelta che permetterà oltretutto di far scucire soldi per le casse comunali. La maggioranza rivendica poi il merito di una programmazione che individua con certezza i punti in cui destinare il futuro commercio. Infine il sindaco annuncia che verranno favorite le pratiche per i piccoli negozianti "di vicinato" che vogliono oltrepassare il tetto di 250 metri quadri, per consentire loro di "reggere" all’urto del mercato. L’opposizione ha però cercato di rimandare la votazione, schierandosi radicalmente contro ogni ipotesi di nuove aree commerciali. «Non ci sono le condizioni per continuare a discutere» ha tagliato corto il presidente della commissione Massimo Bossi (FI). Sancendo una nuova guerra di posizione all’ombra dei supermercati. |
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