| Il Presidente Formigoni gioca con le parole sulla terza pista di Malpensa e intanto i cittadini di Lonate Pozzolo e Ferno vengono delocalizzati, cioè costretti a lasciare le loro case. La Regione Lombardia doveva per legge finanziare i costi di Malpensa, il Governo doveva vigilare, ma tutte e due hanno disatteso i loro compiti. I sindaci di Lonate Pozzolo e Ferno denunciano le omissioni di Regione Lombardia e Governo e, con una lettera aperta a Roberto Formigoni, pretendono spiegazioni. Tutto questo a tre giorni dalla grande manifestazione popolare che, domenica 27, si svolgerà all’interno dello scalo di Malpensa contro la prevista terza pista.
Il testo della lettera aperta Egregio Signor Presidente Formigoni, abbiamo avuto modo di apprendere dalla lettera dell’editoriale a firma del Presidente del Fondo per l’Ambiente Italiano, Giulia Maria Mozzoni Crespi, la notizia secondo la quale Lei avrebbe garantito che la terza pista di Malpensa non verrà realizzata. Ciò parrebbe in contrasto con numerose Sue dichiarazioni rilasciate in più occasioni negli ultimi anni e con quanto ha più volte sostenuto l¹Assessore Regionale ai Trasporti (ultima in ordine di tempo venerdì u.s. a Varese, in occasione del convegno "Infrastrutture come sviluppo del territorio" tenutesi presso le ville Ponti). Le comunità che rappresentiamo sono gravemente provate dai disagi ambientali e istituzionali determinati dalla presenza di Malpensa. Lonate Pozzolo e Ferno, infatti, stanno pagando con la delocalizzazione di 250 famiglie, residenti da decenni nelle abitazioni che loro malgrado hanno dovuto lasciare, lo sviluppo dello scalo aeroportuale. Ma il danno non si limita a questo. Oltre al pesante disagio acustico e allo stravolgimento del territorio (attraversamento ad opera della popeline, del collettore fognario di Malpensa, del depuratore, del Malpensa Express, che sfreccia dalla nostra stazione senza fermarsi mai, della strada statale 336) abbiamo assistito a una esplosione dei servizi istituzionali richiesti ai nostri uffici dalle attività insediate presso lo scalo aeroportuale e da numerosi utenti dello stesso. Per non perdere il controllo del territorio, i Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno (il Comune su cui grava il terminal uno di Malpensa 2000) hanno attivato da tempo forme di gestione associata delle funzioni, che dalle convenzioni hanno portato alla costituzione del Consorzio Intercomunale per il Servizio di Polizia Municipale e poi all’istituzione dell’Unione fra i Comuni. Questo nuovo Ente Locale svolge tutte le funzioni precedentemente oggetto delle convenzioni, più quelle proprie del disciolto Consorzio, più numerose altre, rispondenti non solo a criteri di efficienza, efficacia ed economicità, ma, attraverso un articolato processo di reingegnerizzazione informatica, anche alla volontà di entrambe le Amministrazioni Comunali, di tenere saldamente in mano il governo del territorio e di creare le condizioni per una possibile convivenza tra l’aeroporto e i paesi circostanti. In qualità di Sindaci dei Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno siamo orgogliosi degli sforzi posti in atto e dei risultati raggiunti, anche perché le scelte sugli assetti istituzionali effettuate dai consigli comunali dei due paesi hanno ottenuto l’assenso di tutte le forze politiche in essi rappresentate. Ad oggi dobbiamo purtroppo constatare che nessun intervento straordinario è stato posto in atto da parte di Regione Lombardia a sostegno dell’Unione tra i Comuni e dei due Enti Locali che per dovere istituzionale subiscono la pressione di una realtà equivalente ad una città di parecchie decine di migliaia di persone collocata improvvisamente, e non per autonoma scelta, sul territorio. Tale situazione comporta costi aggiuntivi di alcuni miliardi di vecchie lire, costi che gravano oggi esclusivamente sui cittadini di Lonate Pozzolo e Ferno. La stessa legge regionale 10, il Piano d’Area Malpensa, che si poneva tra gli obiettivi il governo degli effetti indotti sul territorio, in un certo qual modo prevede la necessità di far fronte alle nuove esigenze emergenti. La scelta di costituire l’Unione fra i Comuni è stata determinata anche dalla certezza che Regione Lombardia, da sempre attenta alle esigenze degli Enti Locali, avrebbe attuato in breve tempo quanto previsto dall’articolo 33 del Testo Unico degli Enti Locali. Avrebbe cioè definito, entro febbraio 2001 come prevede appunto il Testo Unico degli Enti Locali, i criteri per l’erogazione di contributi agli enti locali che attivano forme di gestione associata, favorendo il maggior grado di integrazione. Ad oggi purtroppo dobbiamo constatare, con profonda amarezza e molta preoccupazione, che nulla di concreto è stato fatto e che il Governo, sempre secondo il Testo Unico, articolo 35, tenuto ad intervenire entro 60 giorni in caso di inadempienza, non si è ancora attivato. Alla luce di quanto sopra appare chiara la necessità di conoscere quali siano gli intenti di Regione Lombardia in merito al futuro di Malpensa 2000, anche perché il PRG di Malpensa, ampiamente disatteso, richiede da tempo una rivisitazione definitiva, confortata da una Valutazione di Impatto Ambientale Strategica. Altre Regioni hanno già recepito quanto la direttiva europea 2001/42/CE prevede in merito. Riteniamo infatti improbabile qualunque ulteriore intervento a Malpensa nella situazione in cui ci troviamo, con rotte estremamente sperimentali, con l’allegato A del cosiddetto Decreto D’Alema ampiamente disatteso, senza regole sul volo notturno, senza la Commissione Aeroportuale Malpensa ufficialmente insediata, senza i fondi per il finanziamento dei piani di risanamento acustico, a causa dei mancati introiti da parte di Regione Lombardia dell’Imposta Regionale sul Rumore. Alla luce delle notizie apprese sul notiziario F.A.I. e delle considerazioni sopra espresse, siamo pubblicamente a chiederLe di rendere noti gli intendimenti della Giunta Regionale in merito al futuro di Malpensa, del nostro territorio, dell’Unione fra i Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno e quindi dei Comuni che rappresentiamo. Distinti saluti, il Sindaco di Lonate Pozzolo, Giovanni Canziani il Sindaco di Ferno, Claudia Colombo
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