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Cominciano a farsi sentire le prime reazioni dei politici di fronte al grande recupero delle aree dimesse. Dopo la presentazione del progetto alle associazioni di categoria da parte dell’Amministrazione, e in attesa del dibattito in consiglio comunale, la sezione locale della Lega Nord considera che l’operazione avrà un grosso «impatto sul tessuto urbano, e più in generale sulla vita di Saronno e saranno di importanza notevole le scelte che l’Amministrazione attuerà». L’area in questione, che si trova nel centro città è grande oltre 200 mila metri quadri, è di proprietà di diversi privati e l’Amministrazione, tramite diversi tavoli di discussione, è giunta ad approntare un piano di recupero in cui, sostanzialmente, si prevede la costituzione di un parco di circa 100 mila metri quadri e la costruzione di edifici il cui 30 per cento sarà adibito a residenziale e il restante a settore terziario. Durante la presentazione delle linee guida del progetto alle associazioni di categoria, l’Amministrazione comunale, sollecitata dai commercianti, aveva esplicitamente detto che non è previsto alcun centro commerciale in quell’area. «Abbiamo svolto un’attenta analisi della situazione siamo giunti alla formulazione di alcuni "paletti" fondamentali per un serio recupero delle aree dimesse – spiegano dalla Lega Nord – Il 51 per cento della superficie delle aree in oggetto dovrà essere destinata a Parco Pubblico cittadino, attrezzato con strutture di utilità pubblica quali spazi per feste e manifestazioni. Le attività commerciali dovranno essere solo servizi di vicinato (ovvero negozi di piccole dimensioni) con il divieto assoluto di insediare centri di media e grande distribuzione (no a centri commerciali e grandi magazzini); dovrà essere effettuato uno studio viabilistico serio che porti all’individuazione di nodi di svincolo al servizio dell’area in oggetto, in connessione alla rete viaria principale; nello studio dovranno essere previsti parcheggi pubblici gratuiti funzionali agli insediamenti complessivi ed in particolare all’adiacente Cimitero comunale ed alla realizzanda area feste». «Le aree dismesse sono patrimonio di tutti i saronnesi in quanto le fabbriche che vi erano insediate hanno contribuito allo sviluppo della città ed hanno segnato la vita di intere generazioni. Per non dimenticare e conservare un legame con il nostro passato è necessario che almeno un immobile venga salvaguardato e destinato a museo industriale di Saronno. L’intervento dovrà essere previsto mediante Piano Integrato Unico (P.I.U.) o altro strumento urbanistico attuativo esteso all’intero comparto, da attuarsi mediante un programma di interventi a corpo rispettando un disegno organico ed unitario. La programmazione degli interventi dovrà essere prevista all’interno della convenzione. Nella convenzione dello strumento attuativo urbanistico si dovrà prevedere la cessione delle aree a parco contestualmente alla stipula della convenzione; le attrezzature previste per tali aree dovranno essere realizzate entro due anni dalla stipula stessa. L’Amministrazione Comunale dovrà avere un ruolo centrale nella gestione della progettazione dell’intervento poiché potrebbe essere estremamente pericoloso concedere ai privati deleghe in bianco in tale materia. La realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria dovranno essere a totale carico degli operatori privati. Queste proposte sono, secondo la Lega Nord, gli strumenti minimi necessari per poter giungere ad un positivo recupero delle aree dismesse e restituirle alla nostra comunità dopo decenni di abbandono e degrado». Sulle aree dismesse vi sarà molto da discutere nei prossimi giorni. Questa sera è già in programma una conferenza stampa del centrosinistra sulla stessa questione.
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