Comitato Ospedale: «La divisione di oncologia sta nascendo monca»

L'associazione chiede l'intervento del Comune sottolineando che «questa amministrazione si era impegnata con i cittadini per l'autonomia del nostro Presidio»

«Con l’avvicinarsi del rinnovo delle nomine per la Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio, Saronno e Tradate, il nostro direttore Bertoglio non perde l’occasione per apparire sulla stampa con articoli più o meno identici a quelli degli anni scorsi». Il comitato per l’autonomia dell’ospedale torna sul piedi di guerra e lo fa ponendosi, , a poco più di un mese e mezzo dalla scadenza del mandato dell’attuale direttore Ambrogio Bertoglio, alcune domande. «Questo apparire – proseguono i rappresentanti del comitato Pierluigi Annoni e Angelo Arnaboldi – è una necessità visto il declassamento che la Regione ha operato nei suoi confronti».
Molte altre le domande che pone il comitato, soprattutto in considerazione della recente trasformazione di una parte di Medicina in una divisione di Oncologia. «Dove sono finiti gli impegni assunti per investire in nuove tecnologie? – Come l’acceleratore lineare, senza il quale il servizio di oncologia nasce monco; la risonanza magnetica, qual è il costo del camion che per due giorni alla settimana da quattro anni permette di fare queste prestazioni; o l’apparecchiatura che permette di irradiare già in sala operatoria i tumori solidi e che ci era stata promessa 3 anni fa non ha ancora fatto capolino». 
«La parola che più frequentemente circola in questo periodo è "risparmiare" – prosegue polemico il comitato – ma vorremmo capire come mai, nonostante l’esternalizzazione dei servizi sanitari, il buco finanziario della nostra Azienda, vicino ai 60 miliardi di lire, non è sceso?». Ma il comitato lamenta anche il fatto che i pagamenti dei prodotti acquistati dall’Azienda sono passati da 90 giorni a 250 e che esistono ancora diversi problemi strutturali legati alla 626, la legge sulla sicurezza. 
I rappresentati del comitato chiamano quindi in causa anche l’amministrazione comunale: «Invitiamo il comune a fare chiarezza, a chiedere i bilanci e gli atti di ogni delibera che ci riguardi e a non fidarsi delle parole di questa dirigenza. I cittadini attendono tanti fatti e non parole e pensieri. Questa amministrazione si era impegnata con i cittadini per l’autonomia del nostro Presidio, ma forse se ne è già dimenticata».


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Pubblicato il 04 Novembre 2002
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