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Ha prevalso la logica della contrapposizione a scapito di quella del dialogo. Dovranno probabilmente fare le valigie entro novanta giorni, gli islamici che da anni pregano e si incontrano in via Peschiera. Lo stabile di Cedrate, infatti, è stato oggetto di una ispezione amministrativa da parte degli uffici comunali, che ha decretato l’incompatibilità della struttura con la destinazione urbanistica originaria e con le norme di sicurezza. La relazione tecnica, resa pubblica dal vicesindaco Paolo Carabati (An), ha stabilito che in via Peschiera non vi sono problemi di ordine pubblico e di viabilità. Esiste invece una discordanza tra l’uso attuale dell’immobile, utilizzato come luogo di culto, e la destinazione ad attività produttiva scritta nel piano regolatore. Alla comunità mussulmana è stato inoltre intimato di abbattere tre muri, costruiti abusivamente in funzione dei servizi igienici. Gli islamici dovrebbero ora chiedere un cambio di destinazione d’uso e impegnarsi e mettere completamente a norma l’edificio. La moschea di via Peschiera era stata oggetto di un intervento politico del capogruppo della Lega Nord, Roberto Borgo, con la richiesta di un accertamento della situazione normativa dello stabile. Anche se mantenuto formalmente su un piano strettamente normativo, il caso politico c’è tutto. Tanto è vero che lo stesso capogruppo di Forza Italia, Roberto Bosco, ha annunciato, durante il dibattito in consiglio, che gli azzurri non avrebbero votato l’ordine del giorno della Lega, giudicato strumentale, provocando il ritiro del documento. Ma il risultato rimane quello voluto dal carroccio. La moschea è stata messa alle strette. Diversa era invece la soluzione auspicata dal centrosinistra e da Rifondazione. Secondo l’opposizione, sarebbe stato opportuno contattare i responsabili della moschea, e trovare insieme il modo di recuperare il rispetto delle regole amministrative. Garantendo così di fatto la prosecuzione di quell’esperienza.
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