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Una porta che viene giù per nulla è sempre meglio di una porta che non si apre dall’interno in caso incendio. Ma la regola vorrebbe che funzioni sempre e correttamente. Al Liceo Artistico di Busto Arsizio la porta laterale di ingresso si è già scardinata due volte in qualche mese (nella foto). Eppure i lavori di ristrutturazione svolti dalla Provincia sono terminati nella primavera scorsa e l’edificio dovrebbe essere a norma. Errore. Al Paolo candiani non c’è neppure l’agibilità. Imprecisioni nell’impianto elettrico, ancora qualche piccola barriera architettonica e ad oggi la carta che attesta l’agibilità dell’istituto non è stata firmata da nessun ingegnere. Di conseguenza manca tutto quello che serve per farne una scuola a norma. Piani di evacuazione e di prevenzione incendi sulla carta non ci sono. Lo spiega il vicepreside dell’istituto superiore Antonio Maria Pecchini. Fare di un edificio scolastico una struttura non solo accogliente, ma anche sicuro, spetta alla Provincia, che dal 2000 ha ereditato la responsabilità di tutta l’edilizia scolastica provinciale. In due anni si è rimboccata le maniche e ha cominciato a provvedere ai numerosi adeguamenti. Gli interventi sono stati svolti al liceo artistico, una ristrutturazione completa è in corso al liceo classico linguistico Daniele Crespi, mentre per il 2003 sono in previsione altre opere all’Itis, Ipsia. Per liceo scientifico e l’Itc Tosi in programma ci sono ampliamenti, che porteranno in via Grossi nove aule in più e una palestra. È all’ente provinciale dunque che spetta consegnare ad alunni e insegnanti edifici ristrutturati e predisposti per essere a norma. Ai dirigenti scolastici spetta invece richiedere le necessarie certificazione. Sebbene a Busto, per l’assessore provinciale all’edilizia scolastica Graziella Giacon, la situazione è sicuramente fra le più rosee, «per tutti gli adeguamenti ci vuole del tempo». «Siamo molto attenti sulla prevenzione e nei nostri interventi non prescindiamo dalla sicurezza, che fra l’altro è una condizione necessaria alle scuole per richiedere anche nuovi indirizzi – continua l’assessore – gli interventi più massicci sono stati svolti nel 2002, molti sono ancora in programma per il prossimo anno, da questo punto di vista si sta lavorando tanto». E di lavoro ne servirà molto. Dei giorni scorsi sono infatti le classifiche stilate dalla Uil sulle scuole pericolose. In Lombardia la maglia nera se l’è infatti aggiudicata la provincia di Varese.
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