| Riceviamo e pubblichiamo
Il Presidente della Provincia di Varese è preoccupato che il terremoto nel Molise penalizzi gli interventi previsti nel nostro territorio, in particolare sui temi del risanamento idrogeologico. Non conoscevo Marco Reguzzoni in versione “coda di paglia”. Gli ricordo che: 1. L’anno scorso il terremoto non c’era e nella prima finanziaria dell’era Berlusconi/Bossi per Varese non c’era un euro. 2. La finanziaria regionale 2003/2005 è stata predisposta a luglio 2002 e per la Provincia di Varese ci sono solo “briciole”. 3. La Provincia di Varese è priva di un Piano di risanamento idrogeologico ed è bene che cominci intanto a fare il proprio dovere. 4. In sede di assestamento del bilancio regionale, nel luglio scorso, ho proposto un emendamento che aumentava di 4 milioni di euro gli investimenti per il risanamento idrogeologico della nostra Regione. L’assessore al bilancio dott. Romano Colozzi ha invitato il Consiglio, a nome della Giunta, a respingere tale proposta perché la Regione non sarebbe stata in grado di spenderli Considerata la situazione difficile che precedenti alluvioni hanno creato in Lombardia ad imprese, artigiani, commercianti e a singole abitazioni e che la mia proposta era stata formulata a luglio la motivazione dell’assessore mi sembrava insensata. Per questo ho chiesto il voto segreto e il Consiglio regionale, saggiamente, ha approvato l’emendamento. 5. Invito, pertanto, Reguzzoni a chiedere alla Giunta regionale se queste risorse sono state utilizzate. In caso contrario il Presidente della Provincia sa bene che, nel nostro territorio, da Nord ( Maccagno ) a Sud ( Olona ) c’è solo l’imbarazzo della scelta nell’individuare interventi di risanamento idrogeologico. Sono lieto che l’on. Giorgetti abbia manifestato disponibilità a dare una mano alla nostra Provincia in sede di definizione della Legge Finanziaria. Trattandosi di Presidente della Commissione Bilancio, per di più spalleggiato da due autorevoli ministri e da una flotta di parlamentare varesotti del centro – destra, sono certo che saprà raggiungere risultati concreti. Mi auguro tuttavia che anche Giancarlo Giorgetti si sottragga in futuro dall’esercizio di mettere le mani avanti. Questo piagnucolio non è in linea con la tradizione laboriosa della nostra terra. E non è nemmeno dignitoso. C’è infine una questione di stile. Personalmente nel mezzo di questo dramma che coinvolge la vita, gli affetti e le cose care di centinaia di famiglie avrei evitato questa uscita. Ma, si sa, ogni botte dà il vino che ha.
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