L’hanno fatto. Chi non ci crede può recarsi di persona in piazza Monte Grappa e constatare di persona che sull’aiuola al centro della piazza principale di Varese da oggi campeggia un sole delle Alpi. Che per quanti non lo sanno, è uno dei simboli di partito della Lega Nord. E così, dopo la farsesca vicenda dei cartelli luminosi in dialetto (sbagliati) e in inglese (sbagliati), la padanizzazione della città fa un altro passo in avanti. Oddio, non che quella composizione floreale tolga il sonno, ma è l’atteggiamento mentale verso la cittadinanza a infastidire. Qualcuno vi dirà che quello non è un emblema di partito ma un antico simbolo celtico. E’ una panzana da non far passare sotto silenzio: ammesso (e niente affatto concesso) che i varesini siano celti, sfidiamo chiunque a mostrarci almeno cinque luoghi del Varesotto dove compaia il sole delle Alpi. Questa come altre brillanti trovate lascerebbero il tempo che trovano ma sono pura propaganda politica spacciata per qualcos’altro: è lecito che una città dove almeno il 40% degli abitanti non è varesino doc, debba essere arruolato d’ufficio tra i Celti? E quale sarebbe mai l’eredità storica e di civiltà che da allora è filtrata fino ai giorni nostri? E’ una identità posticcia, di plastica, fasulla come le gondole portate a Las Vegas: lo studio della cultura e delle tradizioni locali è ben altra cosa ma se lo facessero davvero i leghisti si accorgerebbero che Varese e il Nord hanno una fisionomia ben diversa da quella che vogliono appiccicarci addosso.
Purtroppo il sole della Alpi di piazza Monte Grappa fa il paio con i già citati cartelli in dialetto, con la telecamera piazzata davanti alla moschea, con il mancato sostegno ai rifugiati politici che giungono in città, con il palasport e il teatro concessi gratis per manifestazioni del Carroccio (miss Padania e la festa degli universitari leghisti). E’ un campionario che sta trasformando Varese in una sorta di Disneyland leghista, che persino altre amministrazioni di centrodestra e del Carroccio (a cominciare dalla Provincia) si guardano bene dall’imitare. In definitiva, a chi vuole associarci a guerrieri con l’elmo e le corna, replichiamo con una battuta del film "I due nemici". A David Niven che magnifica il primato della civiltà anglosassone su quella latina, così risponde Alberto Sordi: <Quando i miei antenati costruivano templi e città, i suoi si dipingevano la faccia di blu!>. Inimitabile Albertone…
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