|
«Non vogliamo che questa parte di Saronno diventi la nuova Quarto Oggiaro e queste linee guida lo dimostrano». Continuano a far discutere le grandi aree dismesse del centro città. Dopo le affermazioni del centrosinistra che "boccia" il documento, la maggioranza chiarisce che «si tratta di linee guida, non di un progetto. Non facciamo troppi passi in avanti». In una conferenza stampa convocata d’urgenza, prima del consiglio comunale di lunedì 25 novembre quando sarà posta in votazione la delibera, l’assessore all’urbanistica Paolo Riva spiega che «per 20 anni la città ha guardato quell’area con timore, ma non è mai stato fatto il primo passo». Secondo Riva, l’approvazione delle linee guida, nate da un tavolo tra l’Amministrazione e diversi proprietari delle aree in questione, «avviene grazie a diversi passaggi in cui si è preferiti passare anche attraverso i capigruppo consiliari che sono i maggiori rappresentanti del popolo». «Adesso – prosegue l’assessore – siamo nel momento in cui, per andare avanti, mi aspetto idee non polemiche. Stiamo facendo nascere un nuovo pezzo di città che sicuramente sarà collegato con il centro storico. Inoltre, è sicuro che faremo anche uno studio sull’impatto viabilistico, ma tutto ciò entra in gioco nella fase successiva, nella stesura di un progetto. Oggi stiamo parlando di linee guida». Più polemico il commento del sindaco Pierluigi Gilli, raggiunto telefonicamente a Napoli dove si sta svolgendo il congresso dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. «Sono esterrefatto – dice – dietro alle chiacchiere del centrosinistra non c’è niente, non danno un contributo che sia uno. Le loro affermazioni non sono valutazioni, ma una semplice volontà di dire "no" a tutti i costi, esattamente come hanno fatto finora. Senza poi tenere conto che siamo partiti da uno studio fatto proprio da loro. Questo atteggiamento è pregiudiziale e blocca qualsiasi sviluppo della città». Di fronte alla proposta del centrosinistra di fare un consiglio comunale aperto sull’argomento, il primo cittadino non ha nulla in contrario. «Come minoranza hanno i numeri per farlo e per noi non è certo disdicevole – prosegue Gilli – Ma che i cittadini partecipino al consiglio. Già la passata Amministrazione di centrosinistra costituì un forum di oltre cento persone per discutere delle aree dismesse, ma finirono in 12. Questo consiglio aperto non deve diventare la cassa di risonanza delle truppe cammellate. Anche se temo proprio il dissenso organizzato».
|
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.