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Demagogia, errore di metodo, ricerca di visibilità a danno della coalizione. Non le manda a dire Quintinò Magarò, consigliere comunale dell’Udc (nella foto), partito che con la Lega Nord proprio non riesce a "filare". Pietra dello scandalo l’astensione del gruppo leghista, sulla variante di prg che individua otto aree commerciali, nel parlamentino di Cedrate e Sciarè. Posizione voluta dalla segreteria cittadina, «per poter valutare e approfondire meglio la questione» spiega il neosegretario Matteo Ciampoli. Ma gli alleati non hanno gradito. L’Udc da settimane meditava una sottolineatura sulla questione delle aree commerciali, che confermasse alla stampa e all’opinione pubblica la linea di partito fedele alla casa delle libertà ma dotato di una propria capacità di elaborazione politica. L’uscita della Lega Nord ha invece "rubato la scena" ai centristi, offrendo un’immagine di Lega riottosa, che nella votazione in commissione non si era vista. «Mi attengo a quanto deciso dalla segreteria cittadina» dice il capogruppo Roberto Borgo, ma in realtà, per usare un’immagine poco gradita al centrodestra, quello della Lega è un vero e proprio girotondo. Sì, perché, a sentire il sindaco, Nicola Mucci, i padani torneranno al punto di partenza: «Loro hanno chiesto solo delle informazioni per poter valutare meglio la situazione – fa notare Mucci – spero che l’astensione in circoscrizione si fermerà a questo. Certamente noi siamo disposti a qualsiasi chiarimento». Dialogo e comprensione, nervi saldi a Palazzo Broletto. Giramenti di testa e mal di pancia, invece, in casa scudocrociata. «Delimitare otto aree per la media distribuzione – dice Quintino Magarò – è una scelta di saggezza che sottrae alla città uno sviluppo indiscriminato dei supermercati». Perché allora porre dei dubbi in questo modo? Ciampoli chiarisce. «E’ una pausa di riflessione, ma certo la sottolineatura politica c’è stata». Magarò non ci vede più dalla rabbia: «Questa è demagogia, non si può dire che non si condivide quello che tutti insieme abbiamo fatto fino ad adesso. Anch’io avrei potuto cercare la visibilità, ma non l’ho fatto per una questione di serietà». La votazione sul Prg arriverà in aula con qualche strascico. Dopo l’approvazione bisognerà realizzare un piano di inquadramento, ed è lì che tutti pensavano di mettere i "puntini sulle ì", in nome della difesa del territorio, con un ritorno di immagine. Ma in casa Lega hanno avuto fretta.
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