Buone notizie per l’area ex Siome di Malnate: terminati i lavori di bonifica

In una videointervista di Malnate.org, l'assessore all'ecologia Gigi Baroni e l'ex sindaco Olinto Manini ripercorrono la lunga vicenda del sito della Folla finalmente bonificato dopo quasi 30 anni

malnate 2011 siome strada

Dopo quasi trenta anni di attesa, incertezze e indagini, la ferita ambientale dell’area ex Siome di Malnate è finalmente rimarginata. Si sono conclusi all’inizio del 2026 i lavori di bonifica del sito della Folla, un’operazione complessa finanziata con i fondi del PNRR che restituisce alla comunità un territorio risanato da scorie di lavorazione di alluminio e idrocarburi.

Una storia nata nel secolo scorso

La vicenda ha radici lontane, tra la fine del 1999 e l’inizio del 2000, quando nel sito vennero scoperti depositi illeciti di materiali ferrosi e inquinanti. «Fui avvisato un pomeriggio – ricorda a Malnate.org Olinto Manini, sindaco all’epoca dei fatti – che era stato trovato un inquinamento. La cosa fu pesante: iniziarono le preoccupazioni per le falde e il Consiglio comunale costituì una commissione d’inchiesta».

Nonostante le indagini della magistratura e della commissione, che provò a risalire ai responsabili dei trasporti dei rifiuti, l’inchiesta terminò senza individuare i colpevoli né le modalità con cui tonnellate di scorie fossero state scaricate senza che nessuno denunciasse nulla. Nel 2004 venne presentato il primo progetto di riqualificazione, seguito da un altro nel 2011, ma per vedere un intervento concreto sono stati necessari altri due decenni.

La svolta con il PNRR e il cantiere

La vera accelerazione è arrivata nel 2022, quando l’ex Siome è stata inserita tra i “siti orfani” da bonificare tramite i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il progetto del 2011 è stato attualizzato sotto la supervisione di una task force regionale e del Comune di Malnate.

«I lavori sono entrati nel vivo a fine 2025 – spiega l’architetto Filippozzi, del servizio tutela ambientale del Comune – e hanno riguardato due fronti: la rimozione delle scorie di alluminio nella zona coperta dai teli e lo smantellamento di quattro serbatoi di idrocarburi all’ingresso dell’edificio». Nonostante una breve interruzione dovuta all’esondazione dell’Olona, il cantiere è proceduto spedito.

Obiettivi raggiunti: il terreno è tornato sano

I primi giorni di febbraio 2026 hanno segnato la fine delle operazioni tecniche. I collaudi effettuati da ARPA sui terreni circostanti i serbatoi rimossi e sulla zona retrostante l’edificio hanno confermato il raggiungimento degli obiettivi di bonifica. Il sito è stato completamente ripulito dai rifiuti storici che per anni sono rimasti sotto i teli protettivi.

«Il territorio è finalmente pulito e in fase di ripianificazione – il commenta con soddisfazione Gigi Baroni, assessore all’ecologia, nell’intervista a Malnate.org –. È la fine di una storia vecchia, un risultato importante ottenuto grazie al lavoro degli operatori e di chi mi ha preceduto». Anche il monitoraggio delle acque, che proseguirà con nuovi prelievi a marzo, ha dato finora esiti conformi.

Il futuro dell’area

Con la chiusura della bonifica, l’area viene riconsegnata libera da gravami ambientali alla proprietà privata. Resta però aperta la sfida della riqualificazione estetica e funzionale di un comparto che rappresenta la “porta d’ingresso” del paese.

L’auspicio dell’amministrazione è che si possa ora avviare un’azione coordinata con enti superiori per risolvere anche le criticità idrauliche del fondovalle, trasformando quello che per anni è stato un simbolo di degrado in una nuova opportunità per Malnate.

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Pubblicato il 05 Marzo 2026
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