«Vogliono criminalizzare un movimento pacifico e di massa»

Il Varese social forum ha indetto un presidio per chiedere la liberazione dei militanti della rete no global meridionale

Per il movimento è inaccettabile. Gli arresti di diciannove militanti dei no global meridionali, con in testa il leader della "Rete del sud ribelle" Francesco Caruso, avvenuti la notte scorsa hanno trovato una immediata risposta in tutta Italia. Per il movimento l’atto partito dalla procura di Cosenza che indaga su altri ventidue appartenenti della rete, è un tentativo di criminalizzare il movimento, uscito rafforzato dall’appuntamento fiorentino. Le accuse sono pesantissime. Si parla di associazione sovversiva. Le manifestazioni di protesta si sono già svolte oggi e altre ne partiranno da domani. Le reazioni ci sono state anche a Varese. Nel corso della giornata alcune associazioni e gruppi locali hanno espresso note di solidarietà e per domani, sabato 16, alle 17 è previsto un presidio a Varese davanti alla prefettura.
«L’associazione “sovversiva” Sud ribelle è una rete di centri sociali, collettivi, lavoratori e non, studenti, partiti, per niente clandestina ma radicata e riconosciuta nel tessuto sociale di un Sud che non si arrende – scrive il Saronno Social Forum – i pesantissimi ed al contempo ridicoli reati attribuiti ai venti arrestati ed ai molti indagati, sono teoricamente imputabili a ciascuna persona si sia schierata con questo movimento, contro questa globalizzazione e se queste sono le accuse, ebbene siamo tutti colpevoli di volere un altro mondo possibile».
«Riteniamo che questi arresti siano l’ennesimo tentativo per intimidire con la violenza e la repressione la partecipazione dei cittadini alla vita democratica – scrivono invece i Giovani Comunisti di Varese – non siamo stati fermati dalla violenza di Napoli e Genova e non ci fermeremo adesso».
Queste alcune reazione che si aggiungono ad una lunga lista di messaggi che per tutto il giorno hanno fatto il giro delle meiling liste locali del movimento dei no global.
Come si diceva le accuse a carico degli arrestati sono molto pesanti. Si parla di turbativa dell’attività di governo, propaganda sovversiva. Per la Procura Caruso e i militanti della Rete meridionale avrebbero creato una organizzazione atta a programmare azioni sovversive e violente durante le manifestazioni e gli appuntamenti internazionali come a Napoli nel 2001 o Genova l’anno scorso. Sempre per gli investigatori la rete del sud  non sarebbe estranea a legami con i "Black bloc". Dopo l’arresto, avvenuto nella notte, i venti militanti si trovano rinchiusi in carceri di massima sicurezza. E proprio per chiederne l’immediata liberazione che sono stati indetti presidi in tutta Italia.

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Pubblicato il 15 Novembre 2002
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