Le opere del “pittore del mulino” rivivono con l’ipertesto
Il segno lasciato da Innocente Salvini in un cd rom realizzato dalla Provincia e dalla Comunità Montana della Valcuvia
«Un uomo puro, fuori dai contesti del secolo scorso. Un artista che lavorava nel suo mulino, poco conosciuto dalla città ma con una forza irresistibile che esprimeva nei suoi colori». Così lo storico dell’arte Raffaele De Grada ha commentato la figura di Innocente Salvini, grande artista di Cocquio Trevisago oggi ricordato in un Cd rom presentato a Villa Recalcati e realizzato dalla Provincia di Varese in concerto con la Comunità Montana della Valcuvia.Una figura importante che ha “disarmato” la critica stessa per la sua semplicità, come ha continuato nella sua presentazione De Grada. Il museo-mulino di Cocquio, le opere di Floriano Bodini a Gemonio, il paese dipinto di Arcumeggia, e l’antico borgo di Orino, con sculture d’arte contemporanea, fanno della Valcuvia un inconsueto quanto inaspettato scenario d’arte. A testimonianza di ciò l’impegno profuso per la realizzazione del supporto elettronico proprio dalla Comunità Montana della Valcuvia rappresentata dall’assessore alla cultura Giuseppe Barra.
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«Un uomo puro, fuori dai contesti del secolo scorso. Un artista che lavorava nel suo mulino, poco conosciuto dalla città ma con una forza irresistibile che esprimeva nei suoi colori». Così lo storico dell’arte Raffaele De Grada ha commentato la figura di Innocente Salvini, grande artista di Cocquio Trevisago oggi ricordato in un Cd rom presentato a Villa Recalcati e realizzato dalla Provincia di Varese in concerto con la Comunità Montana della Valcuvia.
Un incontro di storia e tecnologia, quindi, con figure, musica e ipertesti che semplificano la vita di chi vuole sapere di più sulle opere dell’artista così come è stato presentato agli studenti dell’artistico di Varese che hanno partecipato al lancio del cd rom.





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