Troppi studenti pendolari: Prc chiede una migliore programmazione
Cinque distretti scolastici su nove vedono la gran parte della popolazione studentesca migrare oltre confine. Per mettere fine a questo fenomeno, oneroso soprattutto per le famiglie, Rifondazione chiede che si ripensi a tutto il modello provinciale
Il patrimonio edilizio scolastico della Provincia è in buone condizioni. Ad assicurarlo è il drappello di consiglieri provinciali di Rifondazione Comunista, per la maggior parte impiegati proprio nel mondo della scuola. Gli edifici di proprietà di Villa Recalcati hanno sempre goduto di buona salute. Un po’ meno quelli ereditati dai vari comuni sulla base della legge Masini, spesso a causa della ritrosia delle amministrazioni comunali a mettere mano alla cassa per mantenere un luogo utilizzato per lo più da ragazzi provenienti da comuni limitrofi.
Il caso del liceo artistico di Varese è ormai l’emblema di anni di "incuria" sfociati in una situazione ormai al limite del collasso.
Tanti problemi, accusano gli esponenti di Rifondazione, si sarebbero potuti evitare se si fosse pensato più ad un razionale sviluppo del patrimonio scolastico territoriale, piuttosto che a soddisfare esigenze di "amici". In uno studio, che porta la firma di Cesare Revelli, si evidenzia il movimento degli studenti diretti a scuola: in cinque distretti il numero dei ragazzi che deve affrontare un percorso oltre comune è di gran lunga superiore a quello della locale popolazione scolastica. Posizione diametralmente opposta a quella di 4 distretti, Varese Busto Saronno e Tradate, che vengono quotidianamente invasi da studenti provenienti da ogni dove. "Una situazione sbilanciata che costa, innanzitutto, alle famiglie costrette a pagare gli spostamenti – commenta il consigliere Livetti – e poi alla "vivibilità" di ogni plesso scolastico, incapace, spesso, di non reggere il peso di un aumento esponenziale della propria popolazione".
Sulla base di una previsione che evidenzia un mantenimento degli attuali livelli di presenze nelle scuole superiori fino a tutto il 2010, i consiglieri di Rifondazione Comunista chiedono alla giunta provinciale di avviare una programmazione bilanciata dell’offerta formativa sul territorio in modo da evitare troppe migrazioni studentesche: "Si dovrebbe partire da un censimento delle scuole esistenti – spiega Revelli – a cui si potrebbe aggiungere una ricerca di edifici esistenti nel distretto scolastico che potrebbero essere utilizzati per scopi didattici. In base a quella fotografia si potrebbe così impostare nuovamente la distrettualizzazione in base a criteri di domanda".
Attualmente, l’autonomia degli istituti mette i presidi in condizione di avviare nuovi corsi.
La Provincia, chiamata ad approvare tali iniziative, fino ad oggi ha agito solo basandosi sulla sufficienza degli spazi presenti negli istituti. Occorre, invece, una programmazione di largo respiro che tenga conto dello sviluppo del territorio.
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