«È come se manifestassimo ogni giorno»
Busto Arsizio – All'artistico sventola l'arcobaleno. E il preside del liceo classico: «Se non me lo chiedono gli studenti la espongo dal mio ufficio»
La proposta è stata del comitato studentesco, ma è stata ben accolta da tutti gli studenti. Da questa mattina il liceo artistico “Paolo Candiani” di Busto Arsizio, espone la bandiera colorata con cui dice no alla guerra. È la prima scuola superiore cittadina farlo e i rappresentati degli studenti un po’ ne sono orgogliosi. «Così servirà da stimolo anche alle altre scuole, perché da piazza Trento passano sia gli studenti del liceo classico che scientifico». E qualcosa comincia a muoversi. Alcuni studenti del Crespi faranno la proposta al comitato studentesco. E comunque una bandiera sventolerà di certo. «Se gli alunni me lo chiederanno, la esporrò sulla facciata, altrimenti ne appenderò una dal mio ufficio che dà sul cortile interno» ha detto infatti il preside Piero Angelo Scarpat.
Prima di appenderla, i rappresentanti degli studenti dell’artistico l’hanno indossata stile Batman. Così ieri scorazzavano per aule e corridoi e la reazione dei compagni è stata molto positiva. «In questo periodo, si parla molto di guerra fra di noi e in tanti quando ci hanno visto ieri ci hanno chiesto dove si potevano comprare le bandiere» raccontano Davide Orto e Giampietro D’Angelo, rappresentanti degli studenti (nella foto).
Ormai erano troppi gli imput come raccontano i due studenti. Il vicino asilo delle suore l’ha messa qualche giorno fa. E fra gli impazienti c’erano anche gli insegnanti. «Possibile che in questa scuola non si faccia niente» esclamava questa mattina una insegnante. Non se lo sono fatti ripetere però tante volte. E visto che ci pensavano da qualche giorno, con l’approvazione dei dirigenti la bandiera è stata esposta.
«Il nostro è un no a tutte le guerre, tutti i conflitti sono ingiusti e pensiamo che in ogni circostanza ci sia lo spazio per soluzioni di compromesso, anche nel caso dell’Iraq – spiega Davide Orto – è importante mettere la bandiera a scuola, perché riteniamo che debba essere la prima a sensibilizzare i ragazzi». Dello stesso parere anche il compagno. «Con la bandiera esposta è come se manifestassimo ogni giorno il nostro dissenso e anche se non serve a far cambiare idea ai potenti ci sentiamo di sicuro bene con noi stessi».
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