«La bandiera dell’Onu è simbolo universale e condiviso della pace»

Continua a far discutere il delicato tema della bandiera della pace sugli edifici pubblici. A rispondere il sindaco Gilli

riceviamo e pubblichiamo

Premesso che è davvero scorretto accostare la bandiera della città con gli eventi forieri di guerra (solo con notevole malizia strumentale si può farlo); premesso che è assai discutibile (ed anche superbo, se non supponente) dichiarare, come ha fatto il Consigliere Pozzi, che "gli assenti di sabato (alla marcia tenutasi a Roma) hanno torto", quasi che per pensare alla pace si debba obbligatoriamente scendere in piazza in un certo modo; ritengo che non sia obbligatoria, né opportuna, l’esposizione della c.d. "bandiera della pace" sugli edifici comunali.
C’è una ragione indiscutibile; in questa bandiera non si riconoscono tutti i desiderosi della pace (come è ogni persona dotata di un minimo di buon senso); non è un simbolo universale condiviso unanimemente; anzi, a molti essa appare come un’ennesima strumentalizzazione.
Piuttosto, condivido il pensiero del Presidente della Camera, Pierferdinando Casini, che ha auspicato l’esposizione di un vero simbolo universale, la bandiera delle Nazioni Unite: l’ONU rappresenta tutti, è al centro delle decisioni finali sulla legittimità del ricorso alla guerra; il suo vessillo è il segno tangibile della comunità di tutte le Nazioni e di tutti i popoli della terra, non di una parte o di un’altra.
Sul Municipio di Saronno, da tempo, è esposta la bandiera dell”UNICEF, organismo dell’ONU: riguarda l’infanzia, i bambini; è rappresentativa delle generazioni più deboli ed indifese, che sarebbero le prime a soffrire per un conflitto; continuerà a garrire anche in questi momenti di preoccupazione, come monito serio ed universale dell’aspirazione di tutti i Saronnesi alla vera pace, sotto l’egida dell’ONU.
Sono certo che anche il Consigliere Pozzi, che pure vuole passare per primo della classe pro pace e dispensa lezioni moralistiche ( forse non aveva mai notato la bandiera dell’UNICEF all’ingresso del Municipio), si riconoscerà appieno nell’ONU (e nell’UNICEF) e comprenderà come, sotto l’usbergo delle Nazioni Unite, tutti gli uomini e donne di buona volontà, di tutto il mondo, si possono identificare senza divisioni o pericolosi distinguo.
Cordiali saluti

Pierluigi Gilli, Sindaco di Saronno

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Pubblicato il 22 Febbraio 2003
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