La pace vista dai giovani varesini

Varese - Fantasie e impegno tra le opere realizzate dai "Giovani Alianti", 600 ragazzi impegnati in un progetto che ha spiegato la pace vista da loro

Il messaggio è antico come il mondo: “Fate l’amore non fate la guerra”. Il modo di comunicarlo è tanto semplice quanto sofisticato, figlio della tivù che riempie la vita di tutti i mille ragazzi che riempiono nel giorno di san Valentino il teatro di Varese, e si confronta con la simbologia e i luoghi comuni anche estetici del pacifismo no global, rispondendo con un messaggio alla “Saranno Famosi” a ciò che, per quanto nobile, non vogliono che diventi un luogo comune.

Non si fanno mettere nel sacco, i ragazzi: quando pensi di averne colto l’essenza e ti sei comprato le magliette batik e i berretti rasta all’uncinetto loro ti tirano fuori, come l’istituto superiore di Castelforte, piccolo paese vicino a Latina raso al suolo nella seconda guerra mondiale, uno spettacolino dove le immagini più crude di quella guerra sono sovrapposte ad un “passo a due” bollente sulle note di Dirty dancing.

Chissà cosa ha pensato padre Zanotelli davanti alle evoluzioni della ballerina, che portava un vestitino alla “quando la moglie in vacanza” la cui gonnellina letteralmente svaniva durante i passaggi più acrobatici, creando un vero e proprio boato in sala. Ma non pensate a niente di scontato: i ragazzi di oggi non si fanno più incantare da visioni di possono godere tutti i giorni alla televisione, solo li trovavano proprio bravi. Un’esibizione che ha entusiasmato i ragazzi ma ha proposto anche una contrapposizione davvero choc tra vecchio e nuovo, nonni e nipoti, guerra e amore.

Questo e altro si è visto nel “Cantiere della Pace” il progetto dello sportello Scuola -Volontariato promosso dal provveditorato e dal CESVOV che ha avuto avvio a settembre. A realizzarlo concretamente ci hanno pensato i “Giovani Alianti”, 600 ragazzi delle scuole della provincia – coordinati dalla professoressa Raffaella Iannacone – impegnati in un progetto che li vede realizzare in piena libertà e mettere in scena al teatro di Varese proprio oggi, 14 febbraio, le loro opere. E dove la fantasia regna sovrana: dai bambini dell’elementare Giovanni Pascoli di Varese che recitano la classica e tenera poesia – e che hanno srotolato anche il loro primo striscione per la pace – ai due rappresentanti dell’IPSIA di Busto Arsizio che hanno dipinto magliette pacifiste, recitato poesie scritte da loro (“I bambini giocano alla guerra, non alla pace, perché gli uomini fanno la guerra”) e cantato e ricordato “il mio nome è mai più” la canzone scritta per Emergency da Jovanotti, Ligabue e Pelù.

Molta tra i ragazzi è stata la dimestichezza con il multimediale, come hanno dimostrato le opere dello scientifico Ferraris di Varese e dell’IPC Falcone Gallarate. Si è visto anche un pò di giornalismo televisivo, con l’intervista video ad una ragazza italiana che ha sposato un palestinese e ha raccontato la sua storia d’amore e di guerra (a farlo è stato l’Ipsia di Varese).

“La pace non è solo una emozione, bisogna costruirla con i fatti”: così li ha esortati padre Zanotelli, così i ragazzi di Varese gli hanno risposto.

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Pubblicato il 14 Febbraio 2003
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