Una stanza in via Copelli non si nega a nessuno
Varese – Storia della sede di Varese Europea, prima della ristrutturazione destinata a centro di aggregazione giovanile
Doveva essere un centro di aggregazione giovanile. Nell’ex caserma di via Copelli ristrutturata e messa a nuovo, i ragazzi non ci sono mai entrati e, a meno di cambi repentini di idee, mai ci entreranno. Ma a quanto pare nemmeno gli enti, pubblici e privati, che fanno parte di Varese Europea ne hanno mai preso pieno possesso.
«Nel 1993 il Consiglio comunale deliberò di destinare l’ex caserma di via Copelli alle attività giovanili – spiega Raimondo Fassa che in quel periodo sedeva sulla poltrona del primo cittadino – Non un centro autogestito, ma un luogo di incontro aperto a tutte le associazioni giovanili gestito in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Della questione si occupò Pietro Macchione che allora era assessore alle Politiche Giovanile. A dire il vero la Lega aveva sempre mostrato una certa insofferenza nei confronti del progetto e con l’amministrazione Fumagalli l’idea è stata accantonata. O almeno credo, visto che in Consiglio comunale non si è mai più parlato di un centro di aggregazione giovanile».
Ma se la questione sembra accantonata non lo è affatto per l’opposizione che intende tornare “a bomba” sull’uso della ristrutturata caserma di via Copelli: «Noi chiediamo che la questione torni in consiglio comunale – dice Alessandro Alfieri, coordinatore dell’Ulivo- . Sappiamo che la destinazione d’uso degli immobili di proprietà comunale spetta alla giunta, ma almeno vogliamo che in Consiglio venga comunicato ufficialmente che la delibera del ’93 è carta straccia.
Inoltre ci sembra assurdo che il Comune non riesca a trovare una destinazione ai suoi immobili: vale per il Rivoli e per villa Baragiola. Siamo stanchi di vedere spendere soldi per strutture che il cittadino può solo guardare».
Ma il sindaco cosa risponde? Spiega che via Copelli sarà utilizzata per le esigenze logistiche dell’amministrazione: «Abbiamo bisogno di liberare spazi – dichiara Aldo Fumagalli – per fare fronte alla messa in sicurezza di Palazzo Estense. Tutti gli immobili comunali saranno utilizzati per far risparmiare al comune centinaia di milioni di affitto. La sede di Varese Europea occupa solo un locale di via Copelli, il resto sarà destinato temporaneamente alle esigenze logistiche del comune». Solo quando saranno terminati i lavori i via Sacco, dunque, si potrà dare vita ai progetto di un tempo.
Fassa però allarga il discorso a tutti le proprietà comunali: «Vogliamo fare l’elenco degli immobili che il Comune possiede e ai quali il contribuente non può accedere? Il secondo lotto dell’area Cagna non è mai stato terminato, villa Baragiola, il Rivoli, il castello di Belforte. Persino Villa Toeplitz doveva diventare sede dell’accademia d’arte ed invece sede di una facoltà dell’Insubria.
Questa amministrazione mi fa pensare a un collezionista: è vastissimo il patrimonio immobiliare in suo possesso ma non è in grado di farne buon uso.
L’ex caserma di via Copelli è solo un esempio, e neppure il più clamoroso».
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