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Riceviamo e pubblichiamo
L’assemblea provinciale del centrosinistra che si tiene oggi è il momento migliore per rilanciare la proposta di unire tutte le forze politiche e sociali che potenzialmente ne fanno parte. Se non ora, quando? Il lavoro svolto in questi mesi a livello provinciale teso a un maggiore coinvolgimento di forze diverse, va valutato molto positivamente. Dopo l’ultima campagna elettorale già affrontata con uno schieramento unitario a livello delle elezioni provinciali, si è continuato a lavorare per rafforzare e consolidare un fronte comune che ha una valenza in sé ed è il solo in grado di vincere alle prossime scadenze elettorali. Allo stesso risultato si deve arrivare anche per le elezioni nei singoli Comuni, a cominciare dal capoluogo della provincia. Nel percorso fin qui seguito sono state opportunamente coinvolte le associazioni in alcune riunioni programmatiche. Ora, anche in vista delle sfide che ci attendono, bisogna ulteriormente serrare le fila, fare di più, compiere -con coraggio e generosità, come ho già avuto modo di dire – il passo decisivo, il salto vero di qualità. I partiti e le associazioni che condividono la necessità di un processo unitario devono sedersi attorno a uno stesso tavolo, continuare a lavorare al programma e, di fatto, ufficializzare la saldatura tra pari delle forze politiche con le organizzazioni sociali, espressioni dirette del territorio, dei cittadini-elettori. Nei prossimi giorni sarà necessario promuovere un incontro tra tutte le associazioni, con l’intento di attivare un coordinamento delle stesse. Le associazioni nel loro insieme e l’Ulivo il più possibile allargato (da Rifondazione Comunista a Italia dei Valori) potranno valutare quale forma (confederazione?) potrebbe assumere un soggetto politico nuovo, così ridisegnato. Un nuovo soggetto politico che si gioverebbe della migliore tradizione ulivista ma che sarebbe rinnovato, appunto, innervato e fortemente rinvigorito e rafforzato in modo probabilmente decisivo da apporti ed energie fresche, motivate, positive. Tutto questo non è scontato, non è semplice forse, ma è quello che dobbiamo fare. Se qualcuno non è d’accordo, legittimamente ma con la necessaria chiarezza, lo dica. Chi, invece, è d’accordo, doverosamente e con altrettanta chiarezza, lo espliciti ugualmente. Ognuno è chiamato, oggi, ad assumersi, in positivo e in negativo, responsabilità importanti.
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