Arriva Ignazio La Russa a tenere viva la destra
Varese - Due giorni di studio per An. «Vogliamo uomini di qualità, non ci interessano le poltrone»
«Siamo riusciti a rispettare la costituzione e a confermare la nostra amicizia con gli Usa». La quadratura del cerchio del Governo, secondo Ignazio La Russa, è tutta qua. A Varese per salutare il convegno di An sugli enti locali, il celebre Ignazio è prodigo di sorrisi e strette di mano e riesce a dare la carica a un convegno fino a quel momento sonnacchioso. Popolare e sanguigno, parla volentieri, con l’inconfondibile voce roca, ad amici di partito e giornalisti. Chi lo conosce bene, giura: «Lo fermano anche i bambini per strada, gli chiedono una foto, è una star».
Comincia con il tema del momento; le bombe su Bagdag. «Mi auguro una guerra rapida – dice, senza peraltro attaccare i pacifisti – vanno bene le manifestazioni, a patto che si manifesti anche contro il terrorismo».
La battuta pronta, gli occhi guizzanti, La Russa passa poi a commentare la situazione locale: «La nostra priorità è quella delle infrastrutture del Nord, il partito è in salute e a Varese la destra sta crescendo».
La destra che a Varese sta crescendo si è dunque trovata al collegio De Filippi, per una due giorni, serrata, sul tema del governo del territorio. Sul palco, tra gli altri, l’onorevole Italo Bocchino («Dobbiamo formare una classe dirigente all’altezza»), l’onorevole Marco Airaghi, il senatore Piero Pellicini, il presidente provinciale Luca Ferrazzi, gli assessori provinciali De Bernardi e Pellicini, l’assessore regionale Borsani.
An è soddisfatta del suo ruolo di governo, anche se può contare solo su una poltrona di sindaco in provincia (Mesenzana). Troppo poco per un partito tutto sommato determinante nella coalizione della casa delle libertà.
«Ma non è un problema di numeri – ribatte Luca Ferrazzi – noi vogliamo portate il partito ad avere uomini di qualità e maturi abbastanza per amministrare con competenza». Nel territorio dove la Lega, con il minimo sforzo ottiene tutto quello che vuole, non è semplice il compito degli alleati. E come conciliare la tradizione nazionalista, l’orgoglio di essere italiani, il passato di un partito come An, con la propaganda padana? Con il Governo, forse. Alleanza nazionale è meno sanguigna di un tempo, ma bada al sodo. «Puntiamo al futuro – conferma Ferrazzi – a partire da tre punti fermi per il territorio, la sanità, la riorganizzazione ospedaliera e la gestione dei rifiuti». E anche un pizzico di tecnologia, visto che con www.anvarese.it, la destra inaugura, da oggi, la propria piazza virtuale.
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