Autostrade “chiude” ai Motociclisti Insubri
Nessuno sconto sul pedaggio o porte riservate. Respinta la richiesta dell' "Associazione motocicllisti insubri".
La riduzione del pedaggio non è possibile, così come l’utilizzo in esclusiva di porte viacard-telepass, qualcosa in più si può fare per i servizi di assistenza.
È la risposta che dà Vito Gamberale, amministratore delegato del Gruppo Autostrade, alla richiesta dell’ "Associazione motocicllisti insubri".
L’Associazione aveva lanciato nei mesi scorsi una raccolta-firme con l’obiettivo di ottenere pedaggi meno cari per i motociclisti, barriere di transito con accessi riservati alle moto e un servizio di assistenza che, in autostrada, fosse più rapido ed efficiente.
La petizione – primi firmatari due ministri della Repubblica, Bossi e Maroni seguite da altre 1.020 sottoscrizioni – era stata poi consegnata al presidente della Provincia di Varese, Marco Reguzzoni che aveva sostenuto a sua volta l’iniziativa e che si era impegnato a portare le istanze dei motociclisti fino al vertice del Gruppo Autostrade. Il 28 novembre scorso, Reguzzoni consegnava a Vito Gamberale il "pacchetto" delle richieste degli appassionati delle due ruote. L’Ad di Autostrade ora risponde con una serie di precisazioni.
Riduzione dei pedaggi. Non è possibile, dice Gamberale poiché «l’attuale classificazione dei veicoli a fini tariffari e definita assi-sagoma, non consente di poter discriminare le moto dagli altri mezzi, per cui non è possibile attivare una classe sé stante».
La questione, precisa Gamberale, resta tuttavia aperta, in assenza di un’univoca normativa europea. In Francia, Austria e Grecia, scrive tra l’altro l’Ad di Autostrade, «è prevista un’apposita classe ad essi (motociclisti, NdR) dedicata» mentre «in Spagna, Portogallo, Norvegia, Slovenia e Croazia oltre che in Italia, tale specificità non esiste» e le moto finiscono per essere ricomprese nella stessa classe tariffaria delle vetture. Qualche vantaggio, tuttavia, secondo Gamberale, resiste. Perché – spiega – le tariffe italiane sono le più convenienti dopo quelle in vigore in Grecia, ciò che consente di ridurre notevolmente il margine di differenza con le tariffe applicate nei paesi in cui è in vigore una specifica classe per le moto.
Barriere "dedicate". Anche in questo caso Gamberale risponde con un "no". "L’attivazione di porte dedicate – precisa – è stata sperimentata alla fine degli anni ’90 su alcune stazioni autostradali dell’area milanese, con esiti purtroppo negativi".
L’utilizzo degli impianti è risultato infatti "assai modesto e non sufficiente a giustificarne la presenza". Il traffico motociclistico medio annuo è infatti inferiore allo 0,30% secondo i dati di "Autostrade" "con un rapporto di uno a cinque tra periodo invernale e periodo estivo".
«Assicuro – scrive Gamberale – che Società Autostrade ha già avviato intese con Aci e Vai nel senso auspicato dai motociclisti. In ogni caso anche gli interventi di prima assistenza non potranno che essere eseguiti da officine esterne come per i restanti veicoli in considerazione del limitato numero di soccorsi, del necessario livello di specializzazione e della vastissima gamma di pezzi di ricambio necessari per un’adeguata assistenza».
In ogni caso Il Gruppo è disponibile – sono parole del proprio Amministratore delegato – «ad approfondire uno schietto confronto con l’Associazione Motociclisti Insubri».
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