Casa di ospitalità Don Lolo: un bilancio

Busto Arsizio - In due la struttura ha ospitato 329 persone

Due anni fa l’Azienda Ospedaliera di Busto ha ceduto in comodato alla Parrocchia di San Giuseppe di Busto, uno stabile da adibire a casa di ospitalità. La struttura era, ed è tutt’oggi, destinata a familiari di degenti dell’Ospedale di Busto, obbligati a stare vicini e ad assistere i propri cari. Una struttura riservata a coloro che vivono distanti dal nosocomio e avendo qualche difficoltà economica, non possono consentirsi altra residenza alberghiera.
Ebbene, in due anni di attività, la Casa di Ospitalità intitolata a Don Lolo, in via Stelvio, ha ospitato 329 persone: 128, con 511 pernottamenti , nel 2001; 201, con 1000 pernottamenti, nel 2002. L’esperienza acquisita nel primo anno di attività e la migliore conoscenza della struttura da parte degli operatori ospedalieri e dei parenti degli ammalati, hanno , di fatto, permesso di ampliare e migliorare l’utilizzo della Casa.
La provenienza della maggior parte dei nuclei familiari ospitati proviene dal Centro e Sud Italia ; alcuni, addirittura, da paesi esteri.
Il 45% delle presenze degli ospiti è relativo ai ricoveri in Medicina Nucleare, il 9% in Urologia, il 5% in Chirurgia Vascolare. Per questi ultimi due casi la presenza degli ospiti è stata quella più prolungata nel tempo.
“L’esperienza di volontariato – spiega don Claudio Oriani parroco di San Giuseppe – trova viva riconoscenza da parte degli ospiti con i quali si mantengono rapporti di amicizia anche per aggiornarci sulla salute dei parenti che abbiamo seguito nel loro ricovero”.
Pietro Zoia, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaiera, richiamando l’alto valore d’accoglienza della Casa don Lolo , ha manifestato ampio apprezzamento a Don Oriani per l’attività svolta e ringraziato i volontari di San Giuseppe per il servizio assicurato: “una ulteriore testimonianza, in città, di generosità e di attaccamento all’Ospedale”.

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Pubblicato il 21 Marzo 2003
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