La lente di Legambiente sulla viabilità provinciale

Trasporto su strada, tangenziali e nuovi collegamenti ferroviari analizzati dagli ambientalisti

Riceviamo e pubblichiamo

Pochi centimetri di neve hanno provocato un blocco della circolazione intorno a Varese. Non solo, quotidianamente piccoli e grandi incidenti generano paralisi del traffico. Ogni minimo evento imprevisto (ma certo non imprevedibile, anzi da mettere in conto sempre più frequentemente) come uno smottamento , un cedimento di un rilevato, l’esondazione di un torrentello provocano conseguenze deleterie per la circolazione. Polemiche a non finire e un coro di proteste per "l’inadeguatezza" della rete stradale e l’assenza di investimenti per nuove e"moderne" infrastrutture. Un dato é certo: il nostro sistema di mobilità basato in toto sul trasporto su gomma ha raggiunto un grado di fragilità estremo, ogni piccolo intoppo provocai disagi considerati insostenibili.

Ma quali rimedi si prospettano e si continuano a promettere ?. Nuove miracolose arterie, bretelle, nuove autostrade, con sempre più corsie, sempre più indispensabili per la risoluzione finale dei problemi del traffico. Ed in attesa della soluzione finale da trentanni Varese non dispone di una tangenziale, o meglio di una tangenziale che non sia un groviglio di soluzioni velleitarie e pericolose.

Spunta di nuovo la promessa di Autostrade Spa, per bocca dell’Amministratore delegato, incalzato dall’indignazione del Sindaco e del presidente della Provincia, a loro volta messi in croce da industriali, artigiani e quant’altri pensano che venga leso il diritto inalienabile di andare dovunque e comunque nel minor tempo possibile.

Si scomodano università ed esperti per dare palcoscenico all’Assessore regionale che individua con certezza i responsabili: le "bocciofile" che manifestano contro il progresso e impediscono la realizzazione delle infrastrutture urgenti.

Ma se da quarantanni (il PRG di Varese dei primi anni ‘60 già indicava un tracciato per le tangenziali ) queste miracolose opere nessuno riesce a realizzarle forse ci sarà una ragione?? Quante strade vogliamo per ogni chilometro quadrato nelle nostre città?? A chi e a che cosa devono servire le strade?? Quanto siamo disposti a rinunciare nella qualità dell’aria e nelle salubrità e piacevolezza del nostro ambiente?? A nessuno viene in mente che forse non é vero che abbiamo una carenza di strade rispetto agli automezzi circolanti, ma troppi automezzi circolanti sulle strade!

Abbiamo il record europeo nel tasso di motorizzazione (auto per abitanti), e per di più in una regione con una concentrazione di popolazione e di attività produttive già oggi insostenibile, senza paragoni in Europa se non con l’Olanda (che ha strappato il territorio al mare). Tutti vorrebbero spostarsi con più facilità, ma chi é disposto a vivere in un unico grande autogrill! A cosa é servita la terza corsia sulla A8 tra Gallarate e Lainate?? Ci vorrà la quarta o la quinta o la sesta corsia?? E con quali costi e tempi??

Nel frattempo le nostre strade continuano ad essere depredate dalla loro funzione; infatti non si cessa di trasformarle caricandole di nuove funzioni.

L’ANAS non é mai stata capace di difendere le proprie infrastrutture che rapidamente si sono trasformate in strade urbane, in centri commerciali, vanificando la funzione originaria.

Ma Comuni e Provincie hanno dato il loro bravo contributo. Se Varese non ha più spazio per un sistema tangenziale é perché ha fatto sorgere condomini, villette e occupato le scarse aree libere con nuove espansioni.

E non ci risultano nemmeno prese di posizione ferme ed indignate di Univa, API e associazioni artigiane che stigmatizzino la continua trasformazione di zone industriali in supermercati e condomini, la creazione di nuove aree produttive in zone assurde e senza collegamenti, l’espansione urbana nelle fasce di protezione delle zone industriali ecc. Tutti fattori che hanno pregiudicato la preservazione di un sistema infrastrutturale per i trasporti efficiente. Saremmo assai contenti di sbagliarci e trovare anche gli imprenditori al nostro fianco, nelle vertenze contro piani urbanistici quasi sempre orientati solo al business immobiliare!!!

Ci si appella allora alle autostrade!! Il risultato e facilmente prevedibile: nessun contributo alla risoluzione dei problemi di mobilità , anzi nuovi consistenti flussi di traffico che si scaricheranno sulla squinternata viabilità locale.

La vera soluzione é pensare ad invertire la crescita del trasporto su gomma. Un incremento del 3/4% all’anno (come in questi anni) vanifica ogni possibilità di aggredire il problema.

Ecco perché siamo da sempre contrari al progetto di nuovo collegamento autostradale tra Castronno e Gaggiolo, che, tra l’altro, non crediamo abbia concrete possibilità di reperire le risorse necessarie. Il rischio concreto é che si ripeta la storia delle bretelle e dei tratti di tangenziale realizzati: mai finiti, con viadotti sospesi nel vuoto, pericolosi, inefficienti. Unico concreto risultato un grande spreco di denaro pubblico.

Condividiamo le preoccupazioni espresse in Canton Ticino sulla inaccettabilità dell’utilizzare il tracciato Stabio-Mendrisio per risolvere i problemi di collegamento stradale Varese-Como compromesso dalla incapacità di pianificazione dei territori interessati! Non servono, allora, interventi sul sistema viabilistico?? Tutt’altro. Serve preservare e riqualificare innanzi tutto quello che c’é. Come é possibile mantenere da decenni due nodi cruciali come la Folla di Malnate-Iper e il Ponte di Vedano nelle condizioni attuali, mentre sorgono come funghi rotatorie nei posti più sperduti?? Bene alla riqualificazione di via Peschiera, tenendo conto però che si interviene nel cuore del fiume e che oggi é necessario non sottrarre al fiume altro spazio vitale. Grande attenzione alla manutenzione, che garantisce sicurezza e efficienza (anche se non a 140 all’ora). E grande attenzione ai flussi di traffico!! Ci stupisce il continuo richiamo alla Pedemontana o ai collegamenti con Malpensa. I dati sul traffico disponibili ci dicono che i flussi su Milano sono enormemente più consistenti che i flussi est-ovest o Lugano-Malpensa per esempio , decine di volte !!

E se si vuole incidere veramente sul traffico é necessario occuparsi delle centinaia di migliaia di spostamenti su Milano piuttosto che delle poche migliaia relative alle altre origini e destinazioni. E queste centinaia di migliaia di viaggi potrebbero incominciare a essere dirottati su altre modalità di trasporto.

Ecco le grandi opere necessarie: una modernizzazione poderosa del sistema ferroviario lombardo.

A questo proposito si impone un breve inciso sulle sorti del futuro collegamento ferroviario Arcisate-Stabio. Finalmente dopo un secolo si progetta un nuovo tratto ferroviario. E subito si scatena la megalomania ed i vaneggiamenti che porteranno all’affossamento del progetto.

Le recenti dichiarazioni dell’ Assessore alle grandi opere del Comune di Varese ci lasciano non poco perplessi. Chi l’ha detto che una ferrovia ad un solo binario é inefficiente e antiquata!! Certo é necessario valutarla in base alla funzione che deve svolgere.
Ci pare che il progetto preliminare redatto da TRANSFERR sia a tal proposito abbastanza chiaro. Le indagini evidenziano una domanda di trasporto passeggeri sufficiente a giustificare il progetto relative ai collegamenti con Milano, tra Varese e Como, tra il Canton Ticino e il Vallese. Assai secondaria la domanda di collegamento con Malpensa. Per questo basta un binario, mentre sulla tratta Gallarate-Milano due sono insufficienti.

Quanto poi al trasporto merci, quello che sicuramente va trasferito al ferro, é quello che oggi viaggia sui tir da Bari ad Amsterdam, da Genova a Dusseldorf, da Milano a Oslo, quello dei grandi tragitti. Pensare che oggi il trasporto merci ferroviario possa servire il traffico a breve raggio é una idea insensata.

La definizione di un potenziamento del trasporto merci su ferro é legata alla realizzazione di centri intermodali per lo scambio ferro-gomma più che alla specializzazione delle linee, le cui grandi direttrici sono già individuate dai piani di RFI.

Continuare a rilanciare serve solo a impedire gli interventi utili ed a portare acqua alle ipotesi di nuove inutili strade!

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Pubblicato il 13 Marzo 2003
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